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Lo studente caduto da una finestra ad Ancona non aveva ricevuto nessun 2 ma una nota: aperte due inchieste

Sullo studente di 14 anni che sabato scorso si è gettato da una finestra di una scuola superiore di Ancona indagano la Procura dei Minori e quella ordinaria.L’adolescente è ancora in ospedale ed è fuori pericolo.
A cura di Davide Falcioni
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Immagine di archivio
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La Procura dei Minori di Ancona e la Procura di Ancona hanno aperto due distinti fascicoli d'inchiesta sul caso dello studente dell'Istituto Superiore Savoia – Benincasa che sabato scorso si è gettato dalla finestra della classe perché, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe preso una nota e un brutto voto dall’insegnante di Matematica. Le indagini della Procura dei Minori verteranno sui rapporti familiari dell'adolescente, mentre i magistrati della Procura ordinaria indagheranno contro ignoti per istigazione al suicidio.

Stando a quanto riporta una prima informativa redatta dai carabinieri, delegati alle indagini, il giovane non avrebbe ricevuto nessun 2 a seguito di una interrogazione andata male ma, allo stato attuale, risulta solo una nota disciplinare perché non aveva fatto i compiti. Il 2 non è stato caricato nemmeno nel registro elettronico subito visionato dai militari la mattina stessa dell’accaduto.

Cosa ha turbato al punto da fargli tentare il suicidio? Sul suo quaderno avrebbe scritto di aver fallito, salutando i familiari e la sorella, scrivendo anche il pin del suo cellulare affinché venisse sbloccato se lui non avesse più potuto farlo. Tuttavia al momento la Procura non ha disposto alcun accertamento irripetibile sullo smartphone dello studente, che è stato acquisto come pure il quaderno con il messaggio scritto. Gli inquirenti hanno escluso il fenomeno del bullismo, e anche la sua pagella, del primo quadrimestre, non avrebbe rilevato insufficienze.

Da domani nel frattempo avrà inizio un servizio di supporto psicologico alla classe del 14enne, disposto sempre della scuola, che andrà avanti per tre settimane. Si terranno incontri e riunioni con gli studenti, con personale specializzato, e se vorranno anche con i loro genitori, per affrontare ed elaborare quanto accaduto al loro compagno di classe. Dal canto suo lo studente è ancora ricoverato all’ospedale di Torrette, non in pericolo di vita.

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