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Covid 19
2 Luglio 2021
12:36

L’Italia si prepara alla terza dose di vaccino anti covid, fiale già acquistate

Il Ministero della salute sta già pensando a un’eventuale terza dose di vaccino anti covid e al generale Francesco Paolo Figliuolo va il compito di preparare la macchina organizzativa e logistica. Le dosi ci sono, “la filosofia è andare sui medici di medicina generale, le farmacie, i nosocomi ma piano piano uscire dalla logica dei grandi hub” ha rivelato Figliuolo.
A cura di Antonio Palma
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Anche l’Italia si avvia verso la terza dose di vaccino anti covid per prolungare l’immunità nei già vaccinati e soprattutto per proteggerli da nuove varianti più contagiose come la variante Delta e Kappa. Lo ha confermato oggi il commissario straordinario all’emergenza covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, a cui è delegato il compito di preparare la macchina organizzativa e logistica per il richiamo. “Col ministero della salute stiamo già pensando a un'eventuale terza dose” ha rivelato infatti oggi Figliuolo, confermando che l’Italia “ha già fatto le opzioni di acquisto" necessarie per avere le fiale necessarie al richiamo.

Del resto anche altri Paesi si stanno muovendo in questo senso come il Regno Unito dove il servizio sanitario nazionale ha già ricevuto il via libera per iniziare a pianificare il programma di richiamo con terza dose. La scelta di anticipare i tempi anche in mancanza di date certe serve infatti a farsi trovare pronti dal punto di vista logistico quando le autorità sanitarie competenti daranno l’ok ufficiale alla terza dose. Per quanto riguarda l’Italia, "Noi siamo pronti e ci stiamo attrezzando. La filosofia è andare sui medici di medicina generale, le farmacie, i nosocomi ma piano piano uscire dalla logica dei grandi hub" ha rivelato Figliuolo in un'intervista al quotidiano La Nuova Sardegna.

Le dosi arriveranno dai contratti già sottoscritti dall’unione Europa per tutti gli stati membri che contemplano anche un eventuale vaccino modificato per le varianti che è attualmente allo studio da parte delle case farmaceutiche. "Non sappiamo quanto durerà questo vaccino, ma ragioniamo come se durasse un anno. Abbiamo già opzionato una quantità tale di vaccini per coprire tutta la popolazione con un ulteriore dose ed anche con una robusta riserva" aveva già spiegato Figliuolo.

"Gli acquisti di vaccini sottoscritti dalla Commissione europea prevedono approvvigionamenti per il prossimo trimestre, luglio agosto e settembre, pari a 45,5 milioni di dosi di Pfizer e Moderna, che sono quelli usati più diffusamente. A luglio, verranno consegnate 14,5 milioni di dosi del tipo a RNA messaggero. Si tratta di quantitativi importanti che ci consentono di guardare con ottimismo ai prossimi mesi, per raggiungere l'80 per cento delle persone vaccinabili il 30 settembre” ha spiegato il Commissario.

A luglio si procederà con l‘obiettivo delle 500mila somministrazioni di vaccino al giorno. Visto che avremo le stesse dosi di vaccini Rna di giugno, però, sorge il problema legato alle agende che molte Regioni hanno programmato prima che uscissero le nuove prescrizioni del Cts che portano Astrazeneca ad essere utilizzata solo per le seconde dosi per gli over 60. La campagna comunque “sta procedendo positivamente” dice il commissario, concludendo: “Abbiamo raggiunto un risultato notevole, specie se si considerano diversi fattori che avrebbero potuto incidere sul piano vaccinale".

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