[Dottor Rodolfo Punzi, medico del Cotugno].
in foto: [Dottor Rodolfo Punzi, medico del Cotugno].

"La variante inglese del Covid non è più letale ma più contagiosa, il che ha delle ovvie conseguenze sulla pressione ospedaliera. Per questo non bisogna abbassare la guardia e tornare ad osservare le misure anti contagio che conosciamo. Aiutate noi medici ad aiutarvi, perché non riusciremmo a sostenere una terza o una quarta ondata della pandemia". A parlare è Rodolfo Punzi, infettivologo dell'Ospedale Cotugno di Napoli, che ha fatto il punto della situazione epidemiologica in Italia intervenendo in diretta su YouTube sul canale di Fanpage.it. Lo ha fatto partendo da una riflessione sui ceppi mutati di Sars-CoV-2, ormai presenti anche in Italia, in particolare quello scoperto in Inghilterra a settembre scorso.

"Noi sappiamo che i virus – ha spiegato l'esperto – quando si moltiplicano commettono degli errori nel loro patrimonio genomico. La diversità della variante inglese rispetto al ceppo originario – è nella cosiddetta proteina spike, quella che aggancia la cellula umana. Ciò però non determina una diversa aggressività del virus stesso, ma si diffonde più facilmente. Il problema è che è una variante che non dà manifestazioni cliniche più gravi, ma solo che è più facilmente trasmissibile. La presenza di forme gravi della malattia, con una conseguente pressione sulle strutture ospedaliere, nasce dal fatto che raggiunge con più facilità pazienti fragili per l'età o per altre malattie pregresse". Anche i sintomi sono gli stessi, così come la terapia utilizzata per la cura dei malati.

Tuttavia, una buona notizia c'è. "I vaccini – ha aggiunto Punzi – che abbiamo già a disposizione proteggono anche contro la variante inglese. Non sappiamo cosa succede con le altre mutazioni, vale a dire con quella brasiliana e sudafricana. Ma ci sono molte aziende che stanno cercando di aggiornare il loro vaccino, un po' come succede ogni anno con il vaccino contro l'influenza. La cosa importante è implementare i piani vaccinali e al tempo stesso osservare con maggiore attenzione le misure di distanziamento e di contenimento che conosciamo, come l'igiene personale e l'suo delle mascherine, sia chirurgiche che Ffp2″. Infine, l'infettivologo napoletano ha sottolineato che "in generale stiamo un po' abbassando la guardia, anche se posso comprendere una reazione ad un anno di disagi. Se non siamo capaci di recuperare il senso di responsabilità che ha caratterizzato i primi mesi della pandemia avremo bisogno di misure più restrittive. Non è possibile assembrarsi o entrare nei ristoranti e nei luoghi chiusi senza mascherina. Se non siamo sensibili rispetto a questo, allora qualcuno dovrà dirci di restare a casa. Noi personale sanitario siamo esausti, aiutateci ad aiutarvi perché non potremo sostenere una terza o una quarta ondata".