Il professore Guido Silvestri, ordinario e capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta e direttore della divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center intervistato su ‘Il Messaggero' di oggi, ha parlato di una possibile fase calante della pandemia di coronavirus, identificandola con il periodo estivo: "Dobbiamo aspettarci una tregua nell'aggressività del contagio durante la stagione estiva, ma la vera risposta decisiva non sta arrivando dal clima, ma dalla scienza che mai nella storia ha avuto uno spiegamento di forze così imponente".

Come già aveva scritto in un post su Facebook nei giorni scorsi, secondo Silvestri il virus verrà sconfitto dalla "‘triplice alleanza' di isolamento immunità naturale e arrivo della bella stagione", aggiungendo che naturalmente non bisognerà cantare vittoria e mettersi a fare le cicale, ma si dovrà studiare la migliore strategia per gestire la transizione pandemia".

Silvestri nell'intervista ha messo a paragone l'infezione che stiamo affrontando oggi con l'influenza Spagnola dei primi del Novecento, sottolineando che oggi "abbiamo a disposizione un armamentario scientifico e tecnologico senza precedenti, che abbiamo scatenato contro questo virus. Ci vorrà del tempo, sicuramente, ma molto meno di quello che sarebbe servito in ogni altra epoca della storia umana". Tra l'altro, ha proseguito il professore, questo virus "non è nemmeno tra i peggiori. Infatti non è capace di nascondersi nel nostro DNA, come invece fa HIV, né è capace di mutare rapidamente, per evadere la nostra risposta immunitaria".

Secondo Silvestri il coronavirus "sta facendo molti danni adesso perché è nuovo ci ha trovati biologicamente impreparati, ma nel lungo termine è senza speranza".

La buona notizia è che l'innalzamento delle temperature potrebbe aiutarci: "Si moltiplicano i segnali secondo cui Covid-19 è meno contagiosa ed anche meno letale dove fa più caldo. Ai dati di Sud Est Asiatico, Africa, Paesi del Golfo, America Centrale e Caraibi fa riscontro il marcato gradiente di mortalità Nord-Sud che si riscontra in Italia, in Spagna e qui in America, dove l'80% dei morti si contano negli Stati più a Nord (dove però vive solo il 40% dei americani). Ricordiamo che i coronavirus hanno sempre un andamento stagionale. Infatti, quando ho chiesto al mio amico Ralph Baric – professore alla University of North Carolina e scienziato che sta a questi virus come Maradona sta al calcio – se il caldo ci aiuterà, la sua risposta è stata: ‘There is no doubt about it', non ci sono dubbi su questo".