Arrivano buone notizie per nonna Peppina, la vecchietta di San Martino di Fiastra (Macerata) che viveva in una casetta di legno e che non voleva lasciare la sua terra dopo il terremoto che nel 2016 ha messo in ginocchio il Centro-Italia. Il tribunale di Macerata ha dichiarato che "il fatto non costituisce reato", assolvendo i committenti, Gabriella Turchetti e Maurizio Borghetti, la figlia e il genero dell’anziana, e il titolare dell’impresa edile, Giuseppe Galletti di Fiastra. La vicenda di nonna Peppina, all’anagrafe Giuseppa Fattori, era diventata un caso nazionale due anni fa. I carabinieri avevano sequestrato la casetta di legno che l’anziana si era fatta costruire dalle figlie Agata e Gabriella a due passi dalla sua, distrutta dal terremoto. Mancava però l'autorizzazione paesaggistica, per cui vennero messi i sigilli alla casetta, dando vita a un vero e proprio incubo per l'anziana. Divenuta simbolo di tutti i terremotati che si erano trovati una soluzione in emergenza per non abbandonare la propria terra, nonna Peppina aveva mobilitato intorno a sé moltissima solidarietà da tutta Italia. Ora, dopo anni e svariati ricorsi, il lieto fine.

La figlia: "Festeggeremo nella casetta" – "Ci ritroveremo nella casetta e apriremo una bottiglia di spumante con qualche dolcetto per festeggiare la caduta dell'accusa di abuso edilizio", ha detto all'Adnkronos la figlia Agata di nonna Peppina, commentando la decisione del tribunale di Macerata. "Volevamo non farle abbandonare la sua terra", ha sottolineato ancora una volta la figlia. "Sono proprio felice, mamma compirà 97 anni tra meno di un mese, il 26 novembre, e ci sarà un motivo in più per festeggiare". "E sarà anche un modo per ricordare domani i tre anni dalla brutta scossa, quella del 6.5 di magnitudo del 30 ottobre 2016 – ha detto Agata -, che ha dato una svolta non proprio felice alla nostra vita e a quella di migliaia di persone".