È notizia di qualche giorno fa la denuncia nei confronti di Pietro Maso da parte delle sue sorelle Nadia e Laura. Una denuncia che aveva spinto la Procura di Verona a iscrivere Maso nel registro degli indagati con l'accusa di tentata estorsione. Ora, dopo quella vicenda, Maso è passato al contrattacco e ha annunciato una contro-denuncia nei confronti delle due sorelle. “Mi avete messo nei casini – avrebbe detto loro al telefono – adesso ve la vedrete con i miei avvocati”. Tutto sarebbe nato da un sms minaccioso che Pietro Maso avrebbe inviato a un amico che gli aveva prestato 25mila euro e che non voleva più dargli soldi. “Ora Fabio pensaci bene. Domani mattina ti chiamo e se rispondi bene, e fai quello che dico, ok. Altrimenti vengo lì e ti stacco quella testa di c…che hai”, questo il testo del messaggio. Un messaggio giunto per errore a una delle sorelle di Maso. Le due donne dopo questo episodio avrebbero presentato un esposto alla magistratura per tentata estorsione.

La sorella Nadia: “Ho rivisto negli occhi il delirio del 1991” – Nadia Maso avrebbe incontrato per l'ultima volta suo fratello Pietro il 21 dicembre nella sede di Telepace a Cerna. Dalle parole riferite dalla donna al legale non sarebbe stato un incontro piacevole. “L'ho visto in uno stato confusionale e di onnipotenza – avrebbe ricordato la donna – L'ho trovato con deliri euforici che mi hanno lasciato basita e spaventata e mi hanno ricordato lo stato in cui versava nel 1991 prima degli omicidi”. In quell’anno, com’è noto, Pietro Maso uccise il padre e la madre a Montecchia di Crosara (Verona). L’uomo è rimasto in carcere per 22 anni per i due omicidi ed è tornato in libertà nel 2013. Pochi giorni fa, nel corso di un’intervista, aveva ricordato i suoi crimini e aveva anche raccontato di aver scritto una lettera a Papa Francesco che poi lo aveva chiamato.