La posta dei lettori

“Lavoro a Bologna e vivo a Firenze, senza carnet Smart rischio di dover rinunciare al lavoro”

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La decisione di Trenitalia di eliminare i carnet Smart preoccupa sempre più chi ogni giorno si sposta per lavoro. Una lettrice di Fanpage.it, pendolare tra Firenze e Bologna, racconta come l’aumento dei costi possa mettere a rischio la stabilità raggiunta dopo anni di precariato. Senza alternative di lavoro da remoto, teme di non riuscire più a sostenere le spese per raggiungere l’ufficio: “Non voglio più stare in silenzio”.

Anche tu rischi di dover spendere molti di più per viaggiare dopo lo stop ai carnet Smart di Trenitalia? Fanpage.it vuole dare spazio alle voci di chi si sposta ogni giorno per motivi di lavoro o studio e teme di non riuscire più a sostenere i costi del pendolarismo. Per raccontarci la tua esperienza puoi scrivere a segnalazioni@fanpage.it.

Lavora a Bologna, vive a Firenze e dopo due lauree, un master e anni di precariato è riuscita a ottenere un contratto a tempo indeterminato in una società partecipata della Regione Emilia-Romagna. Una stabilità conquistata con fatica, che oggi rischia però di diventare sempre più difficile da sostenere a causa dei costi del pendolarismo. A Fanpage.it scrive una lavoratrice che utilizza da tempo i carnet Smart di Trenitalia per raggiungere l'ufficio in circa 35 minuti con le Frecce AV, organizzando le proprie presenze in base ai giorni di lavoro in sede. La sua non è l'unica testimonianza che ci è arrivata dopo la decisione di eliminare questa formula di viaggio: altri lavoratori e pendolari ci hanno raccontato preoccupazioni simili, legate al rischio di dover affrontare spese più alte per continuare a lavorare. "Dovrò rinunciare ad un lavoro per cui ho sudato per colpa di qualche dirigente che in una saletta ha deciso che dovrà diventare ancora più ricco sulle spalle di chi ogni giorno porta avanti questo paese?", si domanda la nostra lettrice. Una testimonianza che dà voce a chi, pur avendo raggiunto una certa stabilità professionale, teme di non riuscire più a sostenere i costi necessari per mantenerla.

La lettera a Fanpage.it

Sono una persona che cerca sempre di vedere le cose in maniera positiva e che tende ad essere grata di quello che ha invece di lamentarsi.

Lavoro a Bologna e vivo a Firenze, città stupenda in cui ho la fortuna di avere una casa di proprietà (di famiglia perché altrimenti non avrei mai potuto comprarla, ma questa è un’altra questione).

Dopo due lauree e un master e innumerevoli esperienze di precariato sono riuscita ad avere il tanto sognato indeterminato in una società partecipata della regione Emilia-Romagna con sede a Bologna.

Il lavoro mi piace e per fortuna ho un po’ di Smart che mi permette di lavorare bene sia a casa che in ufficio.

Il mio però è uno stipendio da dipendente pubblico, ormai insufficiente per pensare di fare chissà che vita, ma grazie alle mie fortune sto bene.

E qui vengo al punto (scusate ma volevo dare un po’ di contesto perché ormai nessuno ci ascolta più, siamo solo portafogli da svuotare): per venire in ufficio prendo le frecce AV che mi permettono di fare un pendolarismo sostenibile con viaggi di 35 minuti.

Utilizzo da sempre il carnet Smart perché mi permette di avere la flessibilità ogni mese di gestirmi i giorni in ufficio con la serenità che merita chiunque si deve comunque fare giornate intere sui mezzi pubblici.

Non vi nego che quando ho letto della decisione di Trenitalia di eliminare il carnet ho avuto un crollo e mi sono sentita cadere addosso tutto il malessere che sento che ci circonda in questo momento.

Non sono solo le tasse, i prezzi vertiginosi e i sempre meno diritti ma proprio la sensazione che in questo mondo non ci sia posto per niente se non l’odio, il potere e i soldi.

Questa scelta vorrà dire che io, come tanti lavoratori che ci facciamo il mazzo per due spicci, saremo sempre più poveri e insoddisfatti e che le giornate già pensanti di lavoro in ufficio avranno un costo insostenibile.

Ho pensato che non so se nel lungo periodo potrò sostenere questi costi e la mia società non mi da la possibilità di fare full remote; dovrò rinunciare ad un lavoro per cui ho sudato per colpa di qualche dirigente che in una saletta ha deciso che dovrà diventare ancora più ricco sulle spalle di chi ogni giorno porta avanti questo paese?!

Non ci sto più, non voglio più stare in silenzio. È giusto che ci facciamo sentire.

Non so se cambieranno idea sul carnet ma non mi interessa, il mio è solo uno dei tanti casi di lavoratori/studenti a cui stanno rovinando la vita.

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Sono giornalista dal 2014, la mia area di riferimento è quella della cronaca. Su Fanpage cerco di offrire un punto di vista originale e indipendente sulla realtà che ci circonda. Il mio obiettivo è fare un'informazione "altra", semplicemente considerando che tutto quello che viene detto/scritto non è vero. È una fonte, ma di fonti ce ne sono tante. "L'unica certezza è il dubbio" dice Cartesio.
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