La storia di Domenico, disabile umiliato da Trenitalia
UPDATE: Arrivata una nota da Trenitalia. la società precisa che "a causa di un guasto al treno purtroppo non è stato possibile garantire, per il collegamento in partenza da Taranto alle 14.22, un convoglio attrezzato per il trasporto di persone disabili. Per supplire all'inconveniente sono state proposte al sig. Cardone due soluzioni alternative per il viaggio. La prima: arrivare a Bari con il treno REG 12644 e proseguire per Lecce con il Frecciabianca 9807 dove sarebbe arrivato alle 18.43". "Proposta che – riferisce la nota – il viaggiatore ha ritenuto di non poter accettare temendo di arrivare in ritardo ad un appuntamento". "La seconda di viaggiare in taxi da Taranto a Lecce. Il viaggiatore – scrive Trenitalia – ha declinato anche questa seconda soluzione dichiarando che avrebbe provveduto in maniera autonoma". "Trenitalia, impegnata ad offrire ai clienti con disabilità servizi efficienti è dispiaciuta per quanto accaduto al sig. Cardone al quale rivolge le piu' sentite scuse"
Domenico Cardone ha 20 anni, è della provincia di Taranto e vive su una sedia a rotelle da quando era bambino a causa di una atrofia spinale. Il 7 luglio scorso prenota presso un'agenzia di viaggi un biglietto Trenitalia, che viene regolarmente emesso dal servizio Clienti diversamente abili della società. Il 9 luglio il giovane arriva nella stazione di Taranto e scopre che il treno che aveva prenotato non prevede l'accesso per la sua carrozzina: "Sono dovuto tornare a casa – racconta a Repubblica – senza più partire. E senza nemmeno un minimo di scuse per il disservizio o meglio per il diritto negato alla mobilità. Alle spalle ho una lunga esperienza di pedane che si bloccano, di viaggi sui regionali assolutamente non attrezzati che mi costringono a sostare nello spazio d'accesso dei passeggeri fra un vagone e l'altro, ma questa le ha superate tutte: il portone era troppo piccolo e la sedia non ci entrava".
Domenico però combatte da tempo dure battaglie per vedere riconosciuti i suoi diritti. Per questo qualche tempo fa ha creato una pagina facebook intitolata "La stupidità non è considerata una disabilità, parcheggia altrove", dedicata a tutti coloro che sostano nei parcheggi per disabili, con tanto di inoppugnabile documentazione fotografica che non risparmia neanche le vetture delle forze dell'ordine. Riguardo l'impossibilità a viaggiare in treno racconta: "Tre o quattro giorni prima di partire mi rivolgo alla mia agenzia viaggi, che a sua volta inoltra richiesta alla ‘Sala blù di Bari con il mio codice, per assicurarmi l'assistenza necessaria. Anche questa volta ho seguito la prassi, pagato il ticket di 7 euro, e quella mattina mi sono presentato a Taranto in stazione". La sorpresa è arrivata al momento di partire: "La porta era troppo stretta per la mia sedia a rotelle, non c'è stato nulla da fare". Protestare è stato inutile. L'assistente di viaggio riservata al 20enne ha tentato di mettersi in contatto con i responsabili regionali di Trenitalia. "Me li ha passati al telefono – spiega Domenico – ma dall'altro capo del ricevitore mi è stato risposto che l'azienda si scusava per il disagio: nessuno era riuscito a mandare un treno adeguato". Una storia incredibile nell'Italia del 2013.