“Ogni tanto qualche amico mi crede pazzo perché, in mezzo ad un discorso, di punto in bianco inizio a muovere le mani. È una cosa che mi viene naturale, non ci faccio caso.” Davide Mantovani ha 29 anni, è di Modena ma vive a Bologna da una decina di anni insieme a due “fantasmagoriche” coinquiline. Di lavoro fa il fotoritoccatore e studia la LIS (lingua dei segni italiana).

“Dico ‘studio’ e non ‘ho finito di studiare’ perché, anche con un titolo da interprete, come con tutte le lingue non si finisce mai di imparare.”, racconta Davide.

Amante dell’illustrazione, dei videogiochi e delle lunghe passeggiate all’aria aperta. Irrinunciabili per lui il cinema, il vino rosso e i musi dei cani. Ma come nasce quest’amore per la LIS?

“L’ho scoperta ad una cena in famiglia: qualche anno fa vivevo con una ragazza che aveva entrambi i genitori sordi. Una sera invitò sua madre a cena a casa nostra e io, nel vederle segnare, mi son detto che avrei dovuto iniziare a studiarla perché meravigliosa, e così ho fatto! Mi sono iscritto ad una scuola di Bologna frequentando i tre livelli più il corso interprete, e ora mi ritrovo ad agitare le mani ogni tre parole che dico.”

Ma questo non basta a Davide, così nasce l’idea di combinare grafica e segni. Il ragazzo, infatti, ha studiato grafica alle superiori e in diversi corsi specialistici bolognesi. Studiando la LIS si è sempre chiesto come far scoprire questa lingua a chi non la conosce.

“Parlando con amici e conoscenti ho capito che ci sono parecchi fraintendimenti riguardo a questa lingua. Alcuni sanno cosa è per sentito dire, altri guardando il TG3 LIS, altri ancora credono sia un’accozzaglia di gesti intuitivi messi a caso senza una logica.”

Così, il suo fare grafica è andato a braccetto con l’esigenza di chiarire che cosa sia la LIS, perché esista, quali siano le sue regole e come funzioni la sua grammatica, dando vita a segni di uso comune che possano interessare sotto l’aspetto grafico e, soprattutto, incuriosire le persone.

“L’idea mi è venuta a cavallo del Bologna Pride di questo anno, ho voluto creare immagini che portassero due messaggi: il primo è quello a favore della manifestazione, il secondo voleva divulgare segni in LIS specifici. Così ho creato una serie di grafiche segniche inerenti ad alcuni sottoinsiemi appartenenti al mondo LGBTQI+ come gay, lesbica, bisessuale, drag queen, amore, famiglia…”

Davide, nel tempo, espande la cerchia di segni a cui attingere fino ad arrivare ad un vero e proprio dizionario di segni legati al mondo di Harry Potter, prendendo spunto sia dalla LIS che dalla ASL (American Sign Language). E il tutto, pian piano, ha iniziato ad assumere sempre più la forma di un progetto.

“Mi piace unire le mie competenze con ciò che più amo della vita di tutti i giorni, come ad esempio Harry Potter che fa parte dei miei amori folli. Il ‘Dizionario Hogwarts' era partito come esperimento con due o tre segni, ma si è condito con altre grafiche grazie ai feedback positivi che mi sono arrivati. La cosa buffa è che non tutte le parole legate al mondo del maghetto sono state tradotte in LIS (ad esempio, il termine ‘pozione polisucco’, del quale non esiste un segno specifico, ho cercato di tradurlo coi segni più vicini al significati del termine stesso). Però esiste un dizionario più ampio in ASL, al quale faccio affidamento spesso.”

Pubblicare tutto quanto su Instagram permette a Davide di arrivare ai più giovani, con un contatto istantaneo che fa nascere in loro curiosità e voglia di approfondimenti. Molti, infatti, scrivono all’interprete per avere informazioni sulla LIS e i suoi futuri progetti. E qual è la risposta del ragazzo a chi dice di voler intraprendere il suo stesso percorso?

“Una volta avvicinati alla LIS si fa fatica ad allontanarcisi, perciò mi viene da consigliare di provare ad averci a che fare. È una lingua molto affascinante, dove il ‘non verbale’ della lingua orale diventa fondamentale: l’espressività può cambiare totalmente il significato della frase! In sostanza, è una lingua che mette in gioco diversi aspetti dell’essere umano, diventando importante anche sotto l’aspetto socio-culturale. E poi è in continua evoluzione!”

Lo sanno bene al bar “Senza Nome” di Bologna, in pieno centro storico, il cui obiettivo è proprio quello di integrare sordi e udenti: le modalità di ordinazione sono varie, oltre alla comunicazione orale è possibile chiedere da bere utilizzando i segni o i post-it, appesi alla bacheca d’ingresso, che raffigurano in LIS le varie bevande.

“Chi vuole diventare interprete o è semplicemente curioso, può informarsi presso ANIMU (associazione nazionale interpreti di lingua dei segni italiana) o ENS (ente nazionale sordi), scoprendo tutto sui corsi inerenti alla LIS. Io non mi sono mai stancato di unire studio, ricerca e divertimento, perciò mi auguro di continuare a lavorare su questo per divertirmi e far divertire gli altri."