La prof di Lettere che sogna le elementari: “Per noi non c’è possibilità di stabilizzazione, ma per i diplomati sì”
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"Dopo anni di precariato alle medie ho iniziato a fare supplenze alle elementari. Mi si è aperto un mondo e ho capito che mi piacciono molto di più. C'è stato un bambino, quando ripenso a lui ho le lacrime agli occhi". Lisa [nome di fantasia] racconta a Fanpage.it la sua esperienza come docente alle elementari, un percorso iniziato per caso che adesso è la sua aspirazione, anche se non esiste possibilità di stabilizzazione.
"Le scuole elementari hanno bisogno di tantissime maestre e non ce ne sono mai abbastanza. Poi ci siamo noi, prof precari laureati in Lettere e Filologia Moderna, che alle scuole dell'infanzia possiamo fare solo supplenze brevi. Se ci dessero la possibilità di accedere alle graduatorie ci sarebbero meno precari alle medie e alle superiori, e i bambini avrebbero più maestre".
La testimonianza di Lisa: "Un bambino ha cambiato la mia prospettiva"
Lisa ha 43 anni, vive nel nord Italia e ha sempre voluto insegnare. Come molte colleghe si è laureata prima alla triennale in Lettere e poi alla magistrale in Filologia moderna. Dopo l'università ha iniziato il lungo percorso per accedere all'insegnamento che, come per tutti gli altri docenti della sua classe di concorso, è riservato a medie e superiori.
Qualche anno fa, stanca di concorsi poco trasparenti e chiamate dell'ultimo minuto, ha iniziato a fare supplenze alle elementari. "Inizialmente volevo lavorare alle medie ma accedere alle graduatorie per le supplenze non è facile e ho guardato quelle delle elementari. Lavorandoci ho capito che mi piacciono molto di più, è un'esperienza diversa. L'anno scorso ho avuto una prima elementare, quindi bambini che non sapevano leggere né scrivere, e che hanno imparato grazie a me".
È difficile nascondere l'emozione mentre parla dei piccoli che sono rimasti nel suo cuore: "Mi sono innamorata perdutamente di un bambino, e lo dico con le lacrime agli occhi perché l'ho dovuto lasciare dato che sono sempre incarichi molto brevi. Mi piacerebbe accompagnarli durante il percorso, invece anche sulle elementari vivo di chiamata in chiamata, anno dopo anno".
Con una famiglia e la necessità di lavorare, Lisa non può prendere la laurea che le servirebbe per insegnare alle elementari: "Alla mia età, con i figli, sarebbe impossibile iscriversi a scienze della formazione primaria, perché è un percorso molto lungo, cinque anni in cui non esiste la telematica". "Sarei disposta a fare l'abilitazione per recuperare esami e materie mancanti, ma non di più".
Come funzionano gli interpelli per i laureati in Lettere
C'è un paradosso – uno dei tanti del sistema scuola – che a Lisa non va giù: "I diplomati all'istituto magistrale, quindi le superiori, entro il 2002 possono insegnare passando per primi in graduatoria. A tutti gli altri sono richiesti cinque anni di studio. Data la necessità di coprire i posti alla scuola elementare, si potrebbe permettere a chi ha i titoli affini di entrare nelle graduatorie. Così da non lavorare solo attraverso le chiamate brevi, i cosiddetti interpelli".
Gli interpelli sono le messe a disposizione, le supplenze che vanno da poche settimane fino a un anno. La scuola pubblica un interpello per la ricerca di un docente. Possono partecipare moltissimi laureati, ma solo da precari.