La metà delle persone anziane e fragili non si è ancora vaccinata contro l’influenza

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Un board di esperti ha elaborato un Position Paper indirizzato alle istituzioni sanitarie per chiedere il potenziamento della campagna vaccinale contro l’influenza stagionale.

La metà delle persone di più di 65 anni e dei pazienti fragili non si non si vaccina contro l'influenza o non riceve il vaccino più adatto, cioè quello "potenziato" che viene raccomandato dal ministero della Salute. A renderlo noto un board di esperti che ha elaborato un Position Paper indirizzato alle istituzioni sanitarie.

Il documento contiene possibili misure per incrementare i tassi di copertura vaccinale contro l'influenza, specie nelle fasce più vulnerabili della popolazione. Gli over-65 e i soggetti fragili a partire dai 60 anni di età "dovrebbero ricevere annualmente la vaccinazione, che è la strategia più efficace per prevenire l'influenza ed evitare le sue complicanze, con una conseguente riduzione del carico di malattia sul nostro Sistema Sanitario Nazionale, nonché sul numero di ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva", si legge nel documento."Tuttavia, nel nostro Paese, sussistono numerosi ostacoli di carattere burocratico, organizzativo e persino culturale".

Sono dieci le misure che secondo gli estensori del documento (Roberto Bernabei, Paolo Castiglia, Giancarlo Icardi, Marco Marchetti, Andrea Mandelli, Graziano Onder, Walter Ricciardi) potrebbero aiutare a migliorare la copertura vaccinale. Si va dalle modalità di stesura dei bandi di gara a indicazioni più stringenti per l'approvvigionamento, fino a una una migliore comunicazione. Determinante poi lo sfruttamento nelle campagne di vaccinazione degli "avamposti territoriali", come i medici di medicina generale e le farmacie: "Hanno dimostrato di poter promuovere e semplificare le campagne di vaccinazione antinfluenzale, facilitando la distribuzione e la somministrazione delle dosi", scrivono. Ciò, tuttavia, non può non passare da "un'adeguata remunerazione aggiuntiva per la partecipazione a strutturate campagne di vaccinazione", aggiungono.

"Il crollo finora mai registrato nelle coperture vaccinali – si legge nel documento – e il conseguente impatto delle epidemie influenzali sulle categorie a rischio, rendono non più procrastinabili interventi incisivi da parte dei decisori pubblici per migliorare la programmazione a livello centrale e sviluppare sinergie più efficaci a livello regionale e locale".

Per il professor Walter Riccardi "quello che serve è una intensificazione delle misure di sanità pubblica per il rilancio delle strategie vaccinali, soprattutto verso le fasce di popolazione a rischio. Il documento elaborato dal board si pone l’ambizioso obiettivo di supportare le Istituzioni sanitarie a tutti i livelli – centrale, regionale e locale – per invertire il trend negativo delle coperture che caratterizza la vaccinazione antinfluenzale a beneficio della salute di anziani e fragili, verso i quali sono oggi disponibili vaccini sicuri e ancora più efficaci e che, soprattutto in presenza di coperture non adeguate, è indispensabile somministrare in modo appropriato. L’attenzione che si registra oggi sul tema della prevenzione è uno dei pochi lasciti positivi del Covid, e rappresenta un’occasione che non va sprecata, per trarne tutti i possibili vantaggi sul fronte delle altre malattie che sono al contempo facilmente trasmissibili e facilmente prevenibili, a partire dall’influenza”.

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