Piera Aiello, testimone di giustizia antimafia e deputata del Movimento 5 Stelle, compare nella lista delle 100 donne indicate dalla Bbc come fonte d'ispirazione nel mondo per il 2019. È l’unica italiana presente nell’elenco delle “most powerful women”, che comprende diverse figure pubbliche tra cui anche la giovanissima Greta Thunberg, l’attivista svedese diventata simbolo del movimento globale contro i cambiamenti climatici. Oltre alla testimone di giustizia e alla giovane attivista troviamo poi nella lista della Bbc altre esponenti politiche, ambientaliste, scrittrici, medici, avvocate, giornaliste, scienziate, manager, vittime di malattie o di traffici schiavistici e anche atlete impegnate per la parità dei diritti nel mondo islamico come in quello occidentale. Tra i vari nomi, leggiamo la malaysiana Nisha Ayub, militante per i diritti transgender, l'atleta iraniana Kimia Alizadeh, prima medaglia olimpica al femminile del suo Paese, la calciatrice americana anti-Trump Megan Rapinoe, l'attivista russa anti-Putin Liubov Sobol e ancora, tra altre figure politiche, le parlamentari di Usa e Brasile Alexandria Ocasio-Cortes e Tabata Amaral. Le 100 donne più influenti al mondo provengono da diversi Paesi, fra cui Mauritania, Pakistan, Stati Uniti, Francia, Tanzania, India, Sri Lanka, Egitto, Filippine, Tunisia, Siria, Yemen, Turchia.

Piera Aiello fra le 100 donne fonte di ispirazione nel mondo

L’italiana Piera Aiello viene indicata per la battaglia anti mafia e in difesa delle collaboratrici di giustizia e dei loro figli. Siciliana di cinquantadue anni, Piera Aiello è la prima testimone di giustizia a essere stata eletta nel Parlamento italiana. Deputata del Movimento 5 Stelle, da quasi trenta anni vive sotto protezione. Anche quando ha presentato la sua candidatura alle elezioni politiche e nel corso della campagna elettorale Aiello ha coperto il suo volto per non essere riconosciuta. La sua è una storia di ribellione nei confronti della mafia, una storia intrecciata a quella del giudice Paolo Borsellino e a quella di Rita Atria, sua cognata e amica, come lei collaboratrice di giustizia.

La storia di Piera Aiello

Lo scorso anno Piera Aiello ha raccontato la sua storia a Fanpage.it in un colloquio con Sandro Ruotolo. La vita di Piera cambiò la sera del 24 giugno del 1991, quando nella pizzeria che lei gestiva con suo marito Nicolò Atria, a Montevago, entrarono 4 killer per ucciderlo. "Sentirò per sempre quel puzzo di polvere da sparo, quei botti non li dimenticherò più", ha ricordato la deputata, che subito dopo ha denunciato quanto accaduto ai carabinieri. "Io ho riconosciuto i killer – ha detto ai microfoni di Fanpage.it -. Mi ero stancata di vedere le vedove camminare nel mio paese con questo fazzoletto nero in testa come segno di sottomissione. Poi ho incontrato Paolo Borsellino, io lo vedevo come una persona normale. Mi disse di rivolgermi a lui come ‘zio Paolo’. Da allora per me, per mia figlia e per Rita, è diventato zio Paolo”.