“La coppia annegata nell’incidente a Venezia aveva litigato”: cosa dicono i famigliari della 25enne
Rimane ancora avvolta nel mistero la dinamica dell’incidente nautico costato la vita a Sean Michieli e alla moglie Gabriella Querino, la coppia di neo sposini deceduta sabato mattina presto in laguna a Venezia dopo lo scontro tra il loro barchino e un taxi acqueo. In attesa dell’autopsia sui corpi dei due 25enni e degli accertamenti investigativi delle forze dell’ordine, che cercano due possibili testimoni, si fa largo ipotesi di una lite tra la coppia prima dell’incidente.
A segnalare la possibile lite sono stati i parenti della donna dal Brasile dove Gabriella Querino era nata e cresciuta. “Gabriella e Sean avevano litigato pesantemente, aveva persino preparato la valigia ed era pronta ad andarsene. Poi, però, in qualche modo devono essersi riappacificati, tanto da essere andati fuori a cena assieme” hanno raccontato infatti la cugina Emily e la sorella Marieduarda Elorriaga al Gazzettino. Una lite "per motivi adolescenziali" spiegano, raccontando di continue litigate come tra fidanzatini.
"Abbiamo perso due bambini" ha dichiarato anche la madre di Gabriella, arrivata da poche ore in Italia dopo essere partita con volo dal Brasile dopo la notizia dell’incidente e aver appreso del rinvenimento del corpo della figlia durante il viaggio. Se quella lite abbia avuto un ruolo nella tragedia però resta un mistero.
Dopo il litigio, venerdì sera Gabriella Querino non avrebbe più contattato la madre come invece era solito fare ogni giorno dopo il matrimonio e prima di andare a dormire. “Ha raccontato tramite messaggio della litigata che era scoppiata tra lei e il marito. Più tardi le ha detto che si era sistemato tutto e che di lì a poco sarebbero andati a cena assieme” ha ricordato la cugina. Poi più nulla.
“Lei videochiamava tutti i giorni, qualsiasi cosa succedesse. Odiava comunicare tramite messaggi, non lo faceva mai. Per questo per noi è così strano che non abbia risposto a sua madre per tutto il pomeriggio e si sia fatta viva, poi, soltanto con due messaggi” sostengono i parenti dal Brasile, aggiungendo: “La nostra paura è che potesse esserle successo qualcosa prima di allora. Non è più entrata in WhatsApp. Sono questi i dettagli che ci spaventano”.
Intanto le indagini della procura veneziana vanno avanti. Quando è stata ritrovata, a due chilometri dal luogo dell'impatto dopo tre giorni di ricerche, Gabriella indossava ancora gli indumenti da pesca e da un primo esame sul suo corpo sono emerse ferite compatibili con l'incidente. Che i due andassero regolarmente in barca il sabato mattina per l’attività commerciale del giovane del resto era cosa nota.
L’autista del taxi, un 38enne veneziano, ha detto di non aver visto il barchino ed è ora indagato come atto dovuto nel fascicolo per omicidio nautico. Gli investigatori stanno cercando di avere conferma al suo racconto per stabilire velocità dei due mezzi e dinamica dell’impatto. Qualche aiuto potrebbe arrivare dai due turisti stranieri trasportati che potrebbero essere testimoni importanti dell’incidente ma hanno lasciato la zona.