Oggi sono 7 giorni cha la signora Monica Bin, 56enne di Lendinara in provincia di Rovigo porta avanti il suo sciopero della fame per protesta. Tormentata da dolori insopportabili, aveva trovato una soluzione grazie alla cannabis ad uso medico, che le permetteva di avere di nuovo una vita normale, ma l’alto costo della terapia non le permetteva più di proseguire le cure.

“E’ da due anni che ho iniziato ad usare le cannabis terapeutica, per un anno sono riuscita ad affrontare i costi, ma ora le mie condizioni economiche non me lo permettono più. Sono 300 euro al mese solo per il farmaco, in più sono costretta ad andare ogni volta a Modena o Reggio Emilia per reperire la cannabis: nonostante io abiti in provincia di Rovigo le farmacie in zona non riescono a preparare un prodotto adeguato”.

La signora è affetta da fibromialgia, patologia altamente invalidante che le causa continui dolori. “Quando prendo la cannabis riesco, con qualche limite, a fare quello che fa una persona normale. Senza, ho dolori continui e non riesco neanche a camminare, riesco a fare 100 metri, con fatica, appoggiandomi al mio compagno, altrimenti devo muovermi in carrozzina”. Dopo l’iter per le visite per diagnosticare la fibromialgia, che non è semplice da individuare, e dopo un anno di terapia, “ho speso tutti i risparmi che avevo”, sottolinea la signora, specificando che: “Con uno stipendio da invalida non riesco più a far fronte alle spese”. Il paradosso è che la legge regionale del Veneto riconosce la fibromialgia come patologia altamente invalidante, e c’è anche una legge regionale che prevede la dispensazione gratuita di cannabis per alcune patologie, a patto che i trattamenti tradizionali non abbiano funzionato, solo che la fibromialgia non è tra queste.

Ieri la signora, a causa dello sciopero della fame che sta portando avanti per sé e per tutti pazienti che sono nelle sue condizioni, si è sentita male ed è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso: “Ieri iniziavo a vomitare anche i liquidi che assumo, mi hanno fatto delle flebo in ospedale e oggi sto meglio. Sono deperita, ho perso 4 chili, ma sono determinata ad andare avanti finché non avrò qualcosa di concreto in mano”. Nel frattempo ha ricevuto una mail dal presidente della regione Luca Zaia, che ha incaricato un assessore che si occupi della signora. “Io ho bisogno di questo farmaco per poter vivere una vita dignitosa, altrimenti la mia vita è stare poco a letto, perché non riesco nemmeno a stare coricata a causa dei dolori, e uscire solo per fare visite di controllo; il giorno successivo sono così sfinita da non riuscire nemmeno ad alzarmi. E ci sono decine di pazienti che sono nelle mie condizioni, così come molti bambini che ne avrebbero bisogno”.