Il primo omicidio, le segnalazioni, le conferme sull’identità del ricercato e poi ancora un omicidio e l’imponente caccia all’uomo che per settimane ha fatto sperare di poter catturare Norbert Feher, il killer di Budrio noto anche come Igor Vaclavic. Un cittadino serbo considerato responsabile di almeno tre delitti in Italia. Un killer che adesso – dopo che sono ormai trascorsi quasi tre mesi dall’omicidio del barista Davide Fabbri seguito pochi giorni dopo dall’uccisione della guardia volontaria Valerio Verri – nessuno sembra più cercare. L’uomo è riuscito infatti a sfuggire a circa ottocento tra poliziotti e carabinieri che lo hanno braccato per settimane, notte e giorno, con cani molecolari, visori termici e a infrarossi e anche droni. La caccia a Igor è andata avanti per mesi scandagliando da cima a fondo i casolari delle campagne della zona rossa, ma il ricercato è rimasto un fantasma.

Al via indagini classiche svolte dai reparti investigativi – Tante le segnalazioni arrivate dal giorno dell’omicidio del barista di Budrio in poi, ma nessuna che ha davvero permesso di catturare il ricercato. E, come scrive Il Resto del Carlino, ormai nessuno cerca più il killer che ha seminato cadaveri e paura nei territori fra Bologna e Ferrara. Quella che viene definita la prima fase delle ricerche si è palesemente conclusa infruttuosamente e ora gli inquirenti sono passati alla seconda fase, quella delle indagini classiche svolte dai reparti investigativi. Nella pratica questo passaggio dalla fase uno alla fase due ha portato alla drastica riduzione degli uomini dei reparti speciali, in particolare Cacciatori di Calabria e di Sardegna, che hanno lasciato la zona rossa fra Molinella e Argenta in cui si cercava il latitante. È ormai probabile che Igor abbia lasciato la zona rossa e sia scappato via lontano. “La caccia al latitante resta priorità del ministero“, si limitano intanto a dire dal Viminale.