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Conflitto in Ucraina
23 Maggio 2022
12:42

Guerra Ucraina, Kiev condanna all’ergastolo primo soldato russo a processo per crimini di guerra

Il tribunale di Kiev ha condannato all’ergastolo il 21enne soldato russo Vadim Shishimarin, ritenuto colpevole di aver ucciso a sangue freddo un civile ucraino disarmato. Il soldato farà comunque appello contro la sentenza.
A cura di Antonio Palma
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Il tribunale di Kiev ha condannato all'ergastolo il primo soldato russo finito a processo per crimini di guerra dopo l'invasione del Paese. Il soldato russo Vadim Shishimarin, 21 anni, è stato ritenuto colpevole di aver ucciso a sangue freddo un civile disarmato nella regione di Sumy, nell'est del Paese, durante i primi giorni dell'invasione. Il verdetto è stato pronunciato lunedì mattina dal giudice Serhii Ahafonov in un'aula gremita di persone alla presenza dell'imputato che ha ascoltato il giudice dalla cella di vetro con la testa china.

Durante la lettura della sentenza, il giudice ha affermato che sebbene Shishimarin abbia collaborato alle indagini, ammesso le colpe ed espresso rimorso, la Corte non ha potuto accettare la sua affermazione secondo la quale non aveva intenzione di uccidere quando ha sparato contro il civile. Il militare, un giovane sergente carrista della Kantemirovskaya Tank Division russa è stato ritenuto colpevole di aver sparato e ucciso il 62enne Oleksandr Shelipov che semplicemente stava pedalando in sella alla sua in bici in strada  a poche decine di metri da casa nel villaggio ucraino di Chupakhivka.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il militare faceva parte di una unità pesantemente colpita dagli ucraini e per questo in fuga. Per sfuggire ai combattenti ucraini, il 21enne, insieme ad altri quattro commilitoni, avrebbe rubato un’auto civile sotto la minaccia delle armi dirigendosi verso il villaggio di Chupakhivka, nella regione di Sumy. Qui il 28 febbraio avrebbe avuto luogo il crimine. Il 21enne avrebbe sparato a un residente disarmato di 62 anni che andava in bicicletta sul ciglio della strada. "Uno dei soldati ha ordinato a Vadimi Shishimarin di uccidere il civile perché non li denunciasse e lui così ha fatto, l'uomo è morto all'istante, poche decine di metri dalla sua casa" ha spiegato l'ufficio del procuratore. Il soldato russo farà comunque appello contro la sentenza. Lo ha affermato il suo avvocato.

Il processo ha un enorme significato simbolico per l'Ucraina, che ha accusato la Russia di atrocità e brutalità contro i civili durante l'invasione, e potrebbe essere solo il primo di una serie di casi di crimini di guerra che i pubblici ministeri ucraini vogliono portare il più rapidamente possibile in Tribunale. Il Cremlino non ha ancora commentato il verdetto anche se in precedenza da Mosca avevano affermato di non avere informazioni sul processo e che l'assenza di una missione diplomatica limitava la loro capacità di fornire assistenza al soldato.

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