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19 Maggio 2022
11:39

Vadim, primo soldato russo a dichiararsi colpevole di crimini di guerra: “Ho ucciso anziano disarmato”

Vadim Shishimarin è il primo soldato russo a dichiararsi colpevole di crimini di guerra. A processo a Kiev per aver ucciso un anziano disarmato a colpi di kalashnikov ha ammesso l’omicidio premeditato avvenuto lo scorso 28 febbraio.
A cura di Chiara Ammendola
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Vadim Shishimarin in aula durante il processo (Getty Images)
Vadim Shishimarin in aula durante il processo (Getty Images)

Ha 21 anni Vadim Shishimarin, il soldato russo che ieri in tribunale a Kiev ha ammesso di aver ucciso a sangue freddo un civile in Ucraina, Oleksandr Shelipov, un uomo di 62 anni che, disarmata, era in sella alla sua bicicletta. Quando il giudice gli ha chiesto se fosse colpevole rispetto alle accuse a lui mosse, compresa quella di omicidio premeditato, il sergente di origini siberiane ha risposto di sì, diventando di fatto il primo soldato russo a dichiararsi colpevole di crimini di guerra.

Quello iniziato ieri presso il tribunale di Kiev è infatti anche il primo processo dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina dello scorso 24 febbraio. Vadim Shishimarin, giovane soldato originario di Irkutsk in Siberia, è a processo con l'accusa di omicidio premeditato e per crimini di guerra dopo che lo scorso 28 febbraio ha ucciso un civile di 62 anni nel villaggio di Shupakhivka, nella regione di Sumy, nel nord-est dell'Ucraina. Secondo quanto riportato dalle autorità ucraine il 21enne, che durante l'invasione era a capo di un'unità russa su una divisione di carrarmati, sarebbe stato attaccato insieme al convoglio col quale viaggiava; così con altri quattro soldati avrebbe rubato una macchina e durante il viaggio avrebbero incontrato il 62enne su una bici che sarebbe stato colpito con un Kalashnikov dal finestrino del veicolo. "Uno dei soldati ha ordinato a Vadimi Shishimarin di uccidere il civile perché non li denunciasse – ha spiegato l'ufficio del procuratore – e lui così ha fatto, l'uomo è morto all'istante, poche decine di metri dalla sua casa".

Il 21enne era in aula ha preso parte all'udienza in una sorta di gabbiotto dove per tutto il tempo ha tenuto lo sguardo basso. Ora rischia l'ergastolo. "Mi dispiace molto per lui – il commento della moglie di Shelipov, Kateryna – ma per un crimine del genere, non posso perdonarlo". Il processo, che sarà seguito da molti altri, costituirà una sorta di test per il sistema giudiziario ucraino in un momento in cui anche le istituzioni internazionali stanno conducendo delle indagini sugli abusi commessi dalle forze militari russe. "Con questo primo processo, stiamo mandato un chiaro segnale per cui ogni omicida o ogni persona che ha ordinato o assistito alla commissione di crimini di guerra in Ucraina non si sottrarrà alle sue responsabilità", le parole della procuratrice capo del Paese Iryna Venediktova.

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