In scooter evita il pedone e bestemmia, multa da 102 euro a Venezia: “Oltraggio alle divinità della religione di Stato”
Bestemmiare in pubblico può costare molto caro. Lo ha capito a sue spese un giovane scooterista veneziano di 22 anni multato con una sanzione di ben 102 euro per "Oltraggio alle divinità della religione di Stato" dopo aver lanciato alcune imprecazioni subito dopo aver sfiorato un incidente con un pedone. È accaduto al Lido di Venezia nel pomeriggio di ieri, mercoledì 9 settembre, nei pressi del ponte delle Quattro Fontane.
Erano circa le 15: 30 e il ragazzo sulla due ruote aveva appena evitato un pericoloso incidente stradale con un pedone che stava attraversando la strada. Con una frenata improvvisa era riuscito a non colpire il passante ma la scena aveva generato un comprensibile spavento per tutti. Dopo lo scampato pericolo, però, il ragazzo si era lasciato andare a qualche imprecazione di troppo ed evidentemente ha esagerato con qualche bestemmia davanti a tutti a voce alta.
L'uomo però forse non si è reso conto che sul posto vi erano anche gli agenti della polizia locale della reparto Lido e Pellestrina, in servizio di controllo durante la mostra del cinema, che inevitabilmente hanno notato tutto e sono intervenuti. Secondo quanto raccontato dal giovane, il pedone avrebbe spiegato di essersi immesso sulla strada perché pensava di essere in zona pedonale ma gli agenti, dopo aver fatto scattare nei confronti dello scooterista un controllo dei documenti, lo hanno quindi sanzionato contestandogli appunto l'articolo 724 del Codice Penale in quanto "In presenza di più persone bestemmiava con parole o tre Jose le divinità venerate dalla religione di Stato".
Il caso è divenuto di dominio pubblico dopo che lo stesso 22enne ha pubblicato la foto della multa sulla pagina pagina Facebook ‘Venezia Non è Disneyland' raccogliendo inevitabilmente centinaia di commenti e generando dibattito tra gli utenti social.
In realtà non si tratta affatto di un caso isolato visto che l'articolo 724 del Codice Penale punisce "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità" senza però citare più la religione di Stato, formula dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale già nel 1995. Si tratta di un reato da tempo depenalizzato ma che comporta comunque una sanzione amministrativa che va dai 51 ai 309 euro.
"Multe per bestemmie ne facciamo più di una: così prevede il codice penale e noi lo applichiamo, non siamo esentati" ha confermato lo stesso comandante della polizia locale di Venezia, concludendo: "Poi magari, se avesse chiesto scusa, poteva esserci maggiore flessibilità".