In ospedale con forte emorragia, 33enne aveva abortito in casa al quarto mese con una pillola comprata all’estero
Una donna di 33 anni risulta indagata a Rimini per aver interrotto la gravidanza al quarto mese con un aborto illegale in casa. Un gesto che purtroppo stava anche per costargli la vita visto che l'interruzione di gravidanza le ha causato una gravissima emorragia costringendola a ricorrere immediatamente alle cure ospedaliere. La scoperta è arrivata proprio quando la trentatreenne si è presentata durante la notte in Pronto Soccorso all'ospedale di Rimini con i sintomi di una forte emorragia in corso.
I medici hanno subito capito che si trattava di complicazioni dovute a una interruzione di gravidanza e dopo aver soccorso la donna di averle prestato le cure necessarie hanno fatto scattare la segnalazione alla polizia. La donna ha confermato ai medici che l'hanno presa in carico di aver abortito in casa volontariamente grazie a un farmaco acquistato in Perù e fatto arrivare qui in Italia. La 33enne infine ha spiegato che di fronte alle improvvise complicanze ha chiesto aiuto ai familiari che l'hanno accompagnata in ospedale.
Dopo essere stato informato dei fatti, il sostituto procuratore di Rimini, Davide Ercolani ha deciso di aprire un fascicolo di indagini per l'aborto fuori legge e disposto la perquisizione domiciliare e l'acquisizione del feto per i successivi approfondimenti ed esami medico legali che saranno eseguiti per ricostruire quanto accaduto e i giorni esatti di gravidanza della donna.
Sul caso la procura ha delegato gli uomini della squadra mobile di Rimini per le indagini con lo scopo di capire se qualcuno abbia aiutato la 33enne nel procurarsi il farmaco e poi nell'aborto in casa. In pratica si cerca di capire se la 33enne abbia fatto tutto da sola prima di arrivare in ospedale, come ha sostenuto, o se tra i familiari qualcuno l'ha aiutata per concorso.