Si separa dal marito e perde anche la casa: “Sola non potevo più gestirla, ora vivo con 600 euro al mese”
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"Sono rimasta letteralmente senza un centesimo e senza casa dopo che mio marito, a 50 anni, mi ha lasciata per una ragazza di 18. Adesso ho 62 anni e vivo in un paesino sperduto di montagna, l'unico affitto che mi posso permettere con i 600 euro che prendo tra pensione e mantenimento". A raccontare la sua storia a Fanpage.it è Lisa.
"Io e mio marito gestivamo insieme un'azienda agricola, avevamo una casa insieme che stavamo ancora pagando. Poi improvvisamente se n'è completamente lavato le mani. Io da sola non riuscivo a gestirla, per cui ho dovuto chiudere tutto e sono andata da mia mamma, poi è mancata anche lei. Oggi l'unico della mia famiglia a chiedermi come sto è mio nipote".
Il trasferimento in montagna e la solitudine: "Se mi slogo una caviglia sono fregata"
Da quel momento per Lisa inizia una discesa personale che la porta a trasferirsi da Reggio Emilia a un piccolo paese in montagna, dove si trova ospite di amici. "All'inizio ho speso cifre esorbitanti per stampare e spedire curriculum, ma non c'è stato nulla da fare a causa dell'età, e quindi sono stata costretta a trasferirmi in un posto che mi costasse il meno possibile. Oggi vivo sola insieme ai miei cani con l'assegno di invalidità e i 150 euro di mantenimento che mi passa mio marito. Ma non posso permettermi nulla".
La vita di Lisa è calcolata al centesimo: "Posso comprare solo cibo, e un po' di benzina per la macchina, è vecchia e tra un po' mi abbandonerà lasciandomi ancora più isolata. Vivo a 6 km dal paese più vicino, perché mi trovo in una piccola frazione di cui in pratica sono rimasta l'unica abitante". L'auto per lei è fondamentale ma i costi della benzina e delle riparazioni ne stanno limitando fortemente l'uso: "Il bus per il paese più vicino, dove faccio la spesa, passa due volte al giorno, l'ultima corsa alle 17. Caricarmi della spesa sta diventando sempre più complicato".
Ha paura anche davanti alla prospettiva di andare incontro alle difficoltà dell'età nel luogo in cui vive adesso: "Un ladro non avrebbe nulla da rubare qui, perciò non ho paura dell'isolamento per questo, ma se dovesse succedere qualcosa, anche solo se dovessi slogarmi una caviglia, sarei fregata". Lisa si è quindi rivolta ai servizi sociali: "Volevo ricevere qualche aiuto, ma mi hanno detto di andare alla Caritas per avere del cibo".
L'appello allo Stato: "Assegno unico anche per chi vive da solo"
Lisa si sente abbandonata dallo Stato: "Ho lavorato per gran parte della mia vita, ho versato i contributi e mi trovo con una pensione di poco più di 400 euro al mese. Oggettivamente come può vivere una persona con questa cifra?", si chiede.
Lisa che non ne ha, le cose non vanno molto meglio, e fa il paragone con i sussidi destinati alle famiglie: "É molto ingiusto che chi ha figli riceva l'assegno unico e invece se una persona è sola non ha diritto a niente, riceve le briciole". Secondo la testimonianza di Gianni, invece, quella italiana è una società che discrimina chi ha figli.
La rabbia di Lisa è tanta a causa delle privazioni quotidiane e per una situazione per cui non è previsto un miglioramento: "Sono dieci anni che non vado a mangiare una pizza".