“In Italia guadagnavo 32mila euro all’anno, in Olanda il doppio per lo stesso lavoro”: la storia di Fabio
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La storia di Fabio Iannotta. Ha 37 anni e nel 2021, dopo avere toccato con mano l'assenza di meritocrazia nel mondo del lavoro italiano, ha deciso di trasferirsi in Olanda, precisamente ad Amsterdam. Dopo un colpo di fortuna che gli ha permesso di trovare un appartamento in breve tempo, è iniziata la sua nuova vita con la compagna Chiara: "Per lo stesso ruolo per cui in Italia mi offrivano 32mila euro lordi, ad Amsterdam me ne davano 60mila. È la grande contraddizione italiana: aumentano i prezzi ma gli stipendi restano uguali e si perde completamente il potere d'acquisto".
Com'era la tua vita in Italia prima di decidere di andartene?
Lavoravo per una multinazionale ad Assago, ma avevo un forte desiderio di andare via sin dal lontano 2012, quando ho fatto l'Erasmus in Polonia. Sono sempre stato proiettato verso un ambiente più internazionale. Però c'erano due blocchi: avevo finito la Triennale e volevo proseguire gli studi e poi dovevo aspettare che la multinazionale per cui lavoravo mi agganciasse a qualche sede sparsa in Europa. Mi sono laureato in pieno Covid. Ho fatto la discussione di laurea con la giacca, la camicia e la cravatta, ma in mutande (ride, ndr) e poi ho detto basta e ho cominciato a mandare il curriculum in Europa.
Cosa ha fatto scattare questa molla?
In Italia manca la meritocrazia. Se non hai il giusto aggancio, rimarrai sempre dove sei. Purtroppo l'ho sperimentato sulla mia pelle. Sono arrivato alla fine di quattro colloqui di lavoro per una importante azienda che è proiettata verso l'estero e che quindi mi interessava parecchio. All'ultimo colloquio mi è stato detto: "Ci piaci tantissimo, sei qualificato, però abbiamo preferito un'altra persona perché ha delle forti referenze interne e quindi diamo l'opportunità a lei". Qualcuno dall'interno l'aveva sponsorizzata.
Come sei arrivato ad Amsterdam?
Sono stato molto fortunato perché sono riuscito a risolvere in fretta il problema di trovare un appartamento. Amsterdam è un macello quando si tratta di trovare casa. Devi essere veloce, farlo da remoto è difficile. Il primo appartamento, però, l'ho rimediato dall'Italia vincendo una lotteria.
In senso metaforico?
No, no, in senso letterale. C'è un'azienda che è proprietaria di enormi grattacieli con più di cento appartamenti in affitto per edificio. Ma li assegna a estrazione.
Come funziona?
Ti iscrivi al loro sito pagando una tassa di iscrizione che all'epoca era di poco più di 22 euro. Il martedì mattina pubblicano tutti gli appartamenti disponibili e fino a sabato sera hai la possibilità di sceglierne uno e candidarti. Era metà luglio, io dovevo andare via a fine agosto. Mi sono iscritto il sabato mattina e ho scelto un appartamento. Il lunedì mattina ero in ufficio e mi arriva una mail: "Urrà! Sei stato scelto per questo appartamento". Ci sono persone che restano iscritte per mesi senza essere mai estratte. Con 200 euro ho potuto bloccarlo subito. Il 25 agosto del 2021 ho fatto un biglietto di sola andata per Amsterdam.
La lingua all'inizio è stata un problema?
La lingua è tuttora un problema perché, per quanto io mi sforzi, non sono ancora arrivato a un livello adeguato di olandese. Però il vantaggio di Amsterdam è che non ti serve. Io lavoro in inglese, faccio qualsiasi cosa in inglese.
Raccontami del tuo lavoro in Olanda.
Quando ho lasciato l'Italia lavoravo come financial controller per 32mila euro lordi l'anno. Per lo stesso ruolo in Olanda sono partito da 60mila euro. Poi ho fatto carriera. Sono diventato Manager control and reporting. Mentre oggi sono Head of Finance per una scaleup che ti consente di chiamare qualsiasi numero fisso o mobile in tutto il mondo con ottime tariffe senza il bisogno che l'altra persona abbia l'applicazione o sia connessa a Internet. Aggiungo una cosa.
Prego.
In Olanda la meritocrazia c'è, il mercato del lavoro funziona. Parlo della mia esperienza personale. Se crei valore, l'azienda ti premia, ti dà dei bonus, ti paga bene e poi ti dà flessibilità. La compensazione non arriva solo con i soldi. Nel mio caso ho chiarito che in quel momento uno stipendio più alto non mi avrebbero reso più felice, ciò che avrebbe fatto la differenza sarebbe stato avere flessibilità. Il CEO mi ha detto: "Ok, parliamone".
Fammi un esempio della flessibilità che ti hanno accordato.
Io ho la passione per lo snowboard. Quando torno in Italia per andare a sciare, posso lavorare da remoto dalle 6 alle 9 del mattino. Poi vado sulle piste da snowboard, mi alleno e poi vado a sciare. Alle 14:00 riattacco fino alle 19:00. E questo per due, tre settimane di fila. Però non voglio restituire un'idea di paese dei balocchi.
Ecco, c'è anche il rovescio della medaglia.
Se arrivi in azienda e pensi di sederti perché tanto il lavoro è assicurato, non ci pensano due volte a lasciarti a casa. Vogliono una persona che mantenga quanto detto in fase di colloquio e che poi cresca. C'è meritocrazia vera, ma se non ti sbatti, se non crei valore, puntano su qualcun altro. Come è giusto che sia. Perché il lavoro è un contratto, un'azienda non è una ONLUS.
Quali sono gli aspetti che apprezzi di più della vita ad Amsterdam?
La bicicletta. In Italia abitavo a Buccinasco ed ero a un tiro di schioppo da Assago, però ero costretto a trascorrere 25 – 30 minuti in macchina nel traffico. Da quando mi sono trasferito qua, ormai cinque anni fa, non ho la macchina e vado in bicicletta dappertutto. Amsterdam ha infrastrutture capillari. Puoi raggiungere ogni parte della città in bicicletta, anzi sei sovrano indiscusso (ride, ndr). Questa cosa è impagabile.
Ci sono anche degli aspetti negativi?
In questo momento, se guardo fuori piove e c'è vento. Ecco, all'inizio con la pioggia devi farci un po' il callo. Quando ci si lamenta delle giornate piovose, gli olandesi ti dicono: "Non sei mica fatto di zucchero". Se becchi un po' di pioggia mica ti sciogli. A volte, però, si tratta di acquazzoni improvvisi. Esco di casa in bicicletta e c'è il sole, poi arriva lo scroscio che ti rende fradicio fino all'anima e cinque minuti dopo torna il sereno. E così, inzuppato, devi andare in ufficio a lavorare.
È vero che il costo della vita ad Amsterdam è alto?
Io sono privilegiato perché il mio ruolo è retribuito adeguatamente. E anche la mia compagna Chiara è retribuita bene. Quindi possiamo contare su due stipendi. Viviamo in un bilocale da 73 m² e a luglio l'affitto ha superato i 2000 euro. Ma i prezzi di Milano non è che siano tanto diversi. Solo che il potere d'acquisto di un italiano medio è inferiore rispetto a quello di un olandese. Questa è la grande contraddizione italiana: aumentano i prezzi ma gli stipendi restano uguali e si perde completamente il potere d'acquisto.
Ti manca qualcosa dell'Italia?
Dico sempre che l'Italia è il paese più bello del mondo per andare in vacanza. I miei hanno una casa a 40 km a nord-ovest di Milano, in piena pianura padana. Quando c'è una giornata tersa e apri le finestre, vedi le montagne all'orizzonte. Qui non vedi niente, il piatto più totale.
Hai mai pensato di rientrare?
Sì, ma non nel prossimo futuro. Quando non dovrò più lavorare per bisogno, vorrei ritagliarmi un posticino dove c'è ancora neve nelle Alpi e rimanere lì tra le mie amate montagne. Oppure, perché no, trascorrere l'estate al mare e l'inverno in montagna.
Che consiglio daresti a chi sta pensando di trasferirsi ad Amsterdam?
Non ci pensate troppo perché può accadere qualsiasi cosa. Può accadere che vi manchi l'Italia, che vi manchi la pizza, che non vi piaccia la pioggia o la bicicletta. Nessuno può sapere che cosa succederà. Se volete provare, andate. Come dice mia madre: è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela. Mandate il curriculum e mi raccomando all'inglese, deve essere magistrale. Fate tanti colloqui, quelli online si fanno dall'oggi al domani. Siete italiani, avete uno dei passaporti più forti del mondo e non c'è nessuna barriera che vi impedisca di arrivare in Olanda. Vi serve solo la carta d'identità. È difficile trovare appartamenti, ma all'inizio ci si può accontentare di una casa fuori Amsterdam. Ci sono le connessioni via treno. Quando avrete un lavoro e più stabilità, potrete spostarvi. È un divenire, non c'è bisogno di avere da subito la situazione ideale.