È scappata da sola da Baghdad, ad appena 14 anni, pochi mesi prima dei bombardamenti sulla città rivendicati dell'Isis, arrivando in Sicilia su un barcone, dopo quasi dieci giorni in mare, con una grave malformazione al rachide. Una malformazione che le incurvava la schiena oltre novanta gradi. Ma adesso sul viso di Ahlam, una giovane profuga irachena, sta finalmente tornando il sorriso. Diventata nel frattempo diciottenne, la protagonista di questa storia, iniziata con un complicato viaggio della speranza, è infatti ricoverata da alcune settimane all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dove il personale di reparto si è attivato non soltanto con le cure di cui aveva bisogno, ma anche con la solidarietà. Prima hanno fatto una colletta per acquistarle un abbonamento tv, così da farle mantenere il contatto col mondo esterno; poi hanno organizzato una raccolta fondi per aiutarla a realizzare i propri sogni una volta finito tutto. “In 24 ore abbiamo già raccolto 1.500 euro: il tetto fittizio che abbiamo scelto è di diecimila, che le serviranno quantomeno per iniziare gli studi qui in Italia, cioè quello che lei desidera tanto fare” dice a Fanpage.it Gisberto Evangelisti, medico ortopedico della Chirurgia Vertebrale a indirizzo Oncologico e Degenerativo del Rizzoli. È lui l'ideatore della campagna lanciata sulla piattaforma GoFundMe.

La giovane è arrivata a Bologna lo scorso novembre, dov'è stata operata con successo dal dottor Konstantinos Martikos e dal dottor Francesco Vommaro, supervisionati e aiutati dal primario Alessandro Gasbarrini. “È stato un intervento lungo e difficilissimo” conferma Evangelisti, raccontando l'emozione della ragazza che dopo l'intervento, per qualche giorno, è anche riuscita a camminare eretta. Una complicazione post-chirurgica, però, ha rovinato tutto: un ematoma le ha portato una paraplegia incompleta, dunque è stato necessario un secondo intervento, che le ha dato qualche speranza. Adesso, però, il percorso non è finito: servirà tanta fisioterapia. Ma la forza non le manca. “È una ragazza davvero molto solare, piena di voglia di vivere -sottolinea ancora il medico bolognese-. Ha una forza incredibile e ad oggi sta già migliorando sull'uso delle gambe. La schiena adesso è dritta e riesce a muovere i piedi, a flettere le anche, ma servirà molta fisioterapia”. Prima al Rizzoli, poi in centro specializzato di Montecatone.

Ahlam, che parla un italiano perfetto e che prima di giungere a Bologna ha avuto anche l'aiuto necessario dai servizi sociali siciliani, è una ragazza con “una forza di carattere straordinaria, ma la sua situazione è grave e non sappiamo se riuscirà nuovamente a camminare. Una catena di solidarietà si è immediatamente attivata -si ricorda nell'appello online-, le infermiere ed infermieri l'hanno accolta come una figlia e le è arrivata in regalo una tastiera musicale, perché ama la musica e la musica è sempre una buona terapia” sottolineano i sanitari, con riferimento ad un dono fatto anche con la solidarietà di Agito, associazione di volontariato nata per portare attenzione sui tumori ossei rari degli adolescenti, supportare la ricerca medica per questa fascia di età e migliorare le condizioni psicofisiche dei ragazzi ammalati durante le cure.

Cure che hanno visto sempre con lei un personale discreto nelle domande, ma attento a cogliere le sofferenze di una storia complicata alle spalle, con protagonista una giovanissima rifugiata che qui in Italia è completamente sola, senza contatti con la sua famiglia, ma che ha saputo trovare, grazie anche alla sua contagiosa voglia di vivere, tante persone pronte a non abbandonarla. Neanche dopo un percorso clinico che non sarà facile. “Intanto, un'app e qualche anima buona l'aiuteranno a imparare a suonare le prime note, come da suo desiderio -continua l'invito a partecipare alla campagna-. Non conosciamo molto altro della sua storia e abbiamo paura a chiedere, ma confidiamo nel tempo di raccogliere qualche altro tassello di un puzzle tanto complesso grazie alle lezioni musicali a distanza. Intanto, abbiamo visto un sorriso meraviglioso che per ora preferiamo non condividere ma, fidatevi, scaldava il cuore”.

Appassionata anche di lettura, la grande catena di solidarietà per Ahlam le ha fatto ricevere in dono anche un tablet. Desidera diventare un medico e nel frattempo quelli che potrebbero diventare futuri colleghi l'hanno già accolta in squadra regalandole pure libri, vestiti, biancheria. Un po' alla volta, insomma, tutto ciò che le servirà per iniziare a costruirsi un futuro. “Il sogno di Ahlam è studiare, studiare in Italia per riscattare il proprio destino ed affermarsi come donna indipendente" conclude la descrizione della raccolta fondi. Un'iniziativa lanciata "perché vogliamo aiutarla a realizzare i suoi sogni. Perché siamo umani”.