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30 Luglio 2021
20:27

In bermuda e scarpe da tennis a 4mila metri. Ira del Soccorso Alpino: “Morte certa in caso caduta”

Un ragazzo è stato fotografato sul ghiacciaio del Breithorn, nel massiccio del Monte Rosa, con indosso normalissimi bermuda da spiaggia, canottiera e sneakers a circa 4 mila metri di quota. Il Soccorso Alpino Valdostano: “In caso di caduta in crepaccio questa persona ha pochissime possibilità di sopravvivenza”.
A cura di Davide Falcioni
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Gli amanti delle escursioni in alta quota – quelli veri – sanno che la prima regola da rispettare è quella di non sfidare mai la montagna con comportamenti non adeguati e spavaldi, perché il rischio è quello di pagare una leggerezza con la vita. Per questo stanno facendo il giro del web le foto di un ragazzo scattate sul ghiacciaio del Breithorn, nel massiccio del Monte Rosa; il giovane indossa normalissimi bermuda da spiaggia, canottiera e sneakers a circa 4 mila metri di quota. L'improvvisato e spavaldo escursionista è stato fotografato da solo, senza abbigliamento tecnico adeguato, né scarponi, ramponi, casco e corda. "In caso di caduta in crepaccio questa persona ha pochissime possibilità di sopravvivenza", ha commentato – infuriato – Paolo Comune, direttore del Soccorso alpino valdostano, in queste settimane estive impegnato senza sosta in interventi di recupero. Proprio nei pressi del ghiacciaio la scorsa primavera un altro alpinista era sprofondato per 20 metri in una fessura del ghiacciaio, nascosta da un ponte di neve. Si era salvato dall'assideramento solo perché "era equipaggiato in maniera adeguata", ricordano i soccorritori.

Il giovane "in costume" è – spiega ancora il Soccorso Alino – "evidentemente male equipaggiato: non è dotato di abbigliamento tecnico adeguato, né di scarponi, di ramponi, di casco e corda. Procede da solo, in una zona ad alto rischio di presenza di crepacci". In caso di crollo di un ponte di neve e caduta in un crepaccio, "oltre alle conseguenze della caduta e dello sfregamento contro il ghiaccio, la permanenza nel crepaccio, con tale equipaggiamento, non consente la necessaria protezione dal freddo e l'ipotermia severa, che può verificarsi in tempi molto brevi, può portare alla morte". Per questo "ribadiamo l'assoluta necessità di muoversi, in montagna, con attrezzatura, abbigliamento adeguati e con le opportune conoscenze del territorio".

Sono purtroppo molto frequenti comportamenti imprudenti in montagna. Non di rado capita di imbattersi in turisti in jeans e maglietta a passeggio sul ghiacciaio del Gigante, sul massiccio del Monte Bianco e spesso si incontrano amatori che scalano il Cervino in un manciata di ore, indossando scarpe da trail running e con tutti i rischi del caso. Proprio l'ipotermia ieri ha portato alla morte un alpinista francese sul Monte Bianco. L'uomo stava scendendo lungo la via dei Grands Mulets quando la scarsa visibilità l'ha costretto a fermarsi. Nella notte ha dato l'allarme ma i soccorsi sono stati rallentati dal maltempo. Raggiunto stamane dalla gendarmeria di Chamonix (Francia), era già in arresto cardiaco.

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