Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center, interviene a Di Martedì, su La7, spiegando che fermare il Coronavirus è difficile e che quasi nessuno c’è riuscito: “Non c’è riuscito nessuno a fermare la corsa del virus se non Paesi che hanno applicato misure estreme, altro che le persone che in Italia si lamentano della situazione della loro libertà. O Paesi con situazioni particolari come la Nuova Zelanda. Cerchiamo di fare paragoni con i nostri vicini”. Secondo Capua “il vulnus di questa tragedia è che all’inizio non ci ha creduto nessuno e si sono persi mesi”. Altro problema, sottolineato da Capua, è che tutti dovremmo agire in modo responsabile: “Tutti noi siamo vulnerabili a questa infezione. Dal punto di vista della ricettività noi tutti ci infetteremo e quindi dobbiamo smettere di credere che a noi non succede niente. Dobbiamo riflettere sul fatto che abbiamo un Paese e un mondo in ginocchio, perché non è solo un problema dell’Italia”.

Per quanto riguarda la questione vaccini, aggiunge: “Una delle cose di cui non mi capacito è come sia possibile che non si sia pensato ai volumi da produrre. All’inizio degli anni 2000, quando c’era il pericolo dell’influenza aviaria, già ai quei tempi si parlava di riconvertire gli stabilimenti per esempio veterinari in tempi di emergenza. Ci sono una serie di cose che potevano essere fatte, anche attivando stabilimenti, ma perché non è stato fatto?”. Capua parla poi della campagna vaccinale negli Stati Uniti: “Io non mi sono vaccinata perché non mi hanno ancora chiamata nonostante io abbia l’incarico in uno dei college che vaccinano. Esistono adesso vari presidi di vaccinazione che stanno ricevendo milioni di dosi di vaccini: I supermercati, le università, le palestre”. Secondo Capua serve l’intervento delle strutture pubbliche, “che possono aiutare le città, ma bisogna ridurre il rischio assembramenti, semplificare il processo. Le persone devono capire che devono essere parte della soluzione, non del problema”.