La curva dei contagi si sta appiattendo ma bisogna fare attenzione soprattutto nelle prossime settimane e in vista delle feste di Natale per evitare che risalga e che si traduca in una terza ondata della pandemia di Covid-19. Ne è convinto Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi, che intervenendo alla diretta di Fanpage.it su YouTube ha fatto il punto della situazione dell'emergenza Coronavirus in Italia. "Si poteva fare di più ma sarebbe stato brutale e inaccettato. Questa corsa non è uno sprint ma una maratona. Tuttavia, al netto del dolore per l'aumento del numero dei morti, che è l'aspetto veramente devastante di questa storia e che si protrarrà ancora nel tempo, direi che un aspetto positivo c'è: vediamo un plateau, una modifica da incremento esponenziale a incremento lineare del contagio. Potrebbe essere anche dovuto ad un aspetto di saturazione e incapacità di individuare i casi, anche se la percentuale dei positivi resta stabile. La cosa importante è che la curva è schiacciata, anche se non cambia il risultato complessivo ma permettere di far respirare i colleghi medici".

Non bisogna, però, buttare all'aria i sacrifici fatti nelle ultime settimane, soprattutto in previsione del prossimo Natale. "Il concetto che sta dietro un Natale sobrio – ha continuato Pregliasco – è riferito alla filosofia complessiva dell'ultimo Dpcm, cioè che ogni contatto interumano rappresenta un rischio. Quello che ogni cittadino deve fare è ridurlo in termini quantitativi. In famiglia ci sono il 70% dei casi attuali perché si abbassano le barriere rispetto agli altri ambiti della vita. E' chiaro che si aumenta la probabilità che qualcuno porti l'infezione. A fronte di questa constatazione ci vuole buon senso. Ci saranno regole specifiche per le festività, come il coprifuoco spostato in avanti e l'apertura dei negozi. La storia ci dice che quasi sicuramente ci sarà una terza ondata della pandemia, ma dipenderà da noi quanto si diffonderà. Il Natale ci porterà ad abbassare la guardia, ma speriamo che non avrà gli stessi effetti della la movida di Ferragosto. Sbagliare una volta va bene ma poi diventa diabolico. Per questo, non ritengo che sia opportuno organizzare il veglione di capodanno o baciarsi sotto il vischio con qualche sconosciuto quest'anno".

Per quanto riguarda la questione vaccino, l'esperto ha sottolineato come "ci sono varie aziende vicine alla messa a punto dell'antidoto, oltre a quelle che già conosciamo come Pfizer e Moderna. Bisognerà aspettare però un anno per vedere effetti del vaccino. Delle dosi ci saranno nell'immediato, dedicate a gruppi a rischio, ma sappiamo che per garantire l'immunità di gregge serve vaccinare il 60 per cento della popolazione, una percentuale non di certo esigua. Ci sono poi gli scettici, coloro che non hanno intenzione di vaccinarsi, che pure rappresentano un problema. Passi in avanti sono stati fatti anche per quel che riguarda i trattamenti col plasma iperimmune, procedura che dai riscontri preliminari sembra essere interessante, anche per i lavori che si stanno facendo rispetto agli anticopri monoclonali, ingegnerizzazione del plasma iperimmune".