14 Luglio 2011
17:27

Il giallo di Melania Rea: chi è davvero Salvatore Parolisi?

La figura del caporal maggiore diventa ogni giorno più enigmatica: gli sviluppi delle indagini portano a credere che abbia avuto un ruolo fondamentale nel delitto di Melania Rea. Ma sarà vero? oppure Parolisi è semplicemente vittima di un assedio mediatico spropositato?
marito melania

Salvatore Parolisi:  chi è e che ruolo ha realmente avuto nell'omicidio di Melania Rea?   Ci troviamo di fronte a un vedovo consumato dal dolore e stressato da una pressione mediatica straordinaria, oppure ad un presunto omicida ? Ormai la madre di Melania , Vittoria, e l'intera famiglia Rea, così come gli inquirenti che lavorano al caso, sono persuasi del fatto che Parolisi sappia di più di quello che dice e che nel suo racconto troppi particolari sul giorno della scomparsa non tornano.

Negli ultimi giorni, si è saputo che gli inquirenti ascolani, dopo aver avanzato una rogatoria internazionale stavano spulciando tra il profilo Facebook del caporale. Qui vi avevano trovato messaggi di passione tra lui e la sua amante, promesse di amore eterno e voglia di stare assieme alla luce del sole. Un quadro sentimentale che porterebbe ad escludere che Ludovica sia stata per Salvatore soltanto una scappatella di poco conto. Sebbene l'immagine del caporale ne esca fuori sempre più stropicciata, ciò non consente di affermare che sia lui l'autore dell'efferato delitto.

Eppure una connessione tra l'affaire Facebook e la morte di Melania c'è. Salvatore Parolisi ha cancellato il suo profilo Facebook, Vecio Alpino, il 19 aprile, a poche ore dalla scomparsa di Melania. Il caporale, credendo di affidare il suo passato sentimentale (e non solo) all'evanescenza dell'etere, ha cliccato sul tasto elimina dalla caserma Clementi, dove rimase tutto il tempo con sua figlia, mentre tra la boscaglia teramana si concentravano le ricerche dei carabinieri. Viene da chiedersi, banalmente, perché farlo proprio quel giorno? Perché cancellare il proprio profilo da Facebook nel giorno in cui, forse, l'unico pensiero dovrebbe essere saper dove è finita la propria consorte?

In realtà, gli inquirenti sospettano che lui la fine della moglie la conoscesse già ma, ad oggi, non c'è ancora una prova provata che possa inchiodarlo, qualora vi siano, alle sue responsabilità.  Certo è che le stranezze che fanno virare gli inquirenti nella direzione della sua colpevolezza non mancano. Ci troviamo di fronte a un uomo o terribilmente sfortunato, oppure  evidentemente implicato nella vicenda.

Qualunque sia la realtà dei fatti, oggi si dà notizia che nel giorno della scomparsa i cellulari dei due coniugi non agganciarono la cella di Colle San Marco, dove Parolisi dice di essere stato con la moglie e la figlia, ma soltanto quella di Ripe di Civitella. Eppure, neanche questa pare essee un indizio di colpevolezza. Nella zona, infatti, molto spesso accade che vi siano delle sovrapposizioni e altrettanto frequentemente succede che chi si trova a Colle, agganci la cella di Ripe. Il rompicapo del caso Rea, alla luce dei nuovi elementi sul tavolo degli inquirenti, sembra essere ancora lontano da una soluzione ottenibile in tempi brevi.

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