video suggerito
video suggerito

Il giallo di Gessica Disertore, morta sulla crociera Disney: “Fentanyl nel sangue, non può essersi suicidata”

Nel sangue di Gessica Disertore, 27enne trovata morta nel 2023 su una nave Disney al largo di Porto Rico, è stata riscontrata la presenza di fentanyl. Lo ha spiegato a Fanpage.it Mariatiziana Rutigliani, la legale della famiglia che si oppone alla richiesta di archiviazione della Procura di Bari: “Non può essersi uccisa”.
A cura di Eleonora Panseri
281 CONDIVISIONI
Gessica Disertore
Gessica Disertore

Nel sangue di Gessica Disertore, la ragazza di 27 anni di Triggiano che il 27 settembre 2023 è stata trovata morta su una nave da crociera Disney dove lavorava, al largo di Porto Rico, è stata riscontrata la presenza di fentanyl.

A dare evidenza di questo dato è stata l'avvocata Mariatiziana Rutigliani, che assiste i familiari della 27enne e che per loro conto si oppone alla richiesta di archiviazione formulata nelle scorse settimane dalla Procura.

"La presenza di fentanyl era stata riscontrata nell'immediatezza dei fatti dalla Polizia di Porto Rico e nella prima autopsia, arrivata in Italia mesi dopo, ma non viene minimamente riportata nelle conclusioni dell'esame, non si dà evidenza di un dato così importante", ha spiegato la legale contattata telefonicamente da Fanpage.it.

Nelle prossime settimane sarà il giudice per le indagini preliminari di Bari Giuseppe De Salvatore a decidere se archiviare il caso come suicidio, come richiesto dalla Procura, o se disporre nuove indagini.

Secondo il procuratore Roberto Rossi, non ci sarebbero "elementi concreti e fondati per ipotizzare la commissione di un reato da parte di terzi". La ragazza, è l'ipotesi della Procura, avrebbe avuto un improvviso crollo psicotico (probabilmente collegato alla vita stressante di un lavoratore a bordo) innestato dal ‘tradimento del ‘fidanzato'.

I familiari di Gessica, invece, respingono quest'ipotesi, anche alla luce del dato emerso sulla presenza di fentanyl nel sangue della 27enne. "I livelli da 3 a 6 ng/mL (nanogrammi per millimetro, ndr) sono mortali, i 9.6 ng/mL presenti nel sangue di Gessica sono assolutamente incompatibile con qualsiasi azione", ci spiega l'avvocata.

"È evidente che il gesto non può essere stato compiuto autonomamente, visto che la sostanza ha un effetto immediato. – ha aggiunto – Pensare che Gessica da sola possa aver preso questa cintura in pelle e averla legata a una mensola è impossibile".

"Inoltre, la prima autopsia non riporta tutti i segni tipici dell'impiccamento. Ci parla di lesioni sul corpo che in Italia non vengono valutate, visto che è arrivato imbalsamato e privo di organi. – prosegue – Della presenza del fentanyl mi sono accorta io facendo la traduzione dallo spagnolo delle carte".

Gessica non assumeva nemmeno farmaci, ci spiega l'avvocata, e gli esami relativi alla presenza di altre sostanze nel sangue della ragazza sono risultati negativi. L'autopsia eseguita successivamente a Bari non ha rilevato la presenza del fentanyl, dato che invece era emerso dopo il primo esame autoptico.

"Perché una sostanza del genere circolava a bordo? È grave che questo elemento non sia mai emerso in due anni", sottolinea Rutigliani. "È un dato importante perché ci dà l'idea di una persona che autonomamente non poteva compiere questo gesto".

L'enfisema polmonare riscontrato sarebbe inoltre compatibile con un'overdose: "Per questo riteniamo che la simulazione, con la cinta al collo, sia stata eseguita successivamente", dice la legale.

E aggiunge: "Anche perché mancano tutti i segni di un'operazione compiuta su un soggetto in vita". In poche parole, il corpo di Gessica sarebbe stato ‘impiccato' quando lei era già morta.

Inoltre, suscitano dubbi anche le foto della scena dove è stata trovata morta Gessica. "Le foto di come è stata effettivamente rinvenuta non ci sono, ci sono solo immagini di un corpo sul pavimento con la schiena livida. Altri segni non si vedono, aveva anche gli occhi aperti e non con le caratteristiche proprie della morte per asfissia", ci dice ancora Rutigliani.

In più, non sono state ascoltate le persone vicine a Gessica. Il procuratore ipotizza un suicidio legato al ‘tradimento del fidanzato', ma con il giovane in questione la 27enne avrebbe avuto una relazione solo di natura sessuale e non sentimentale.

"Lei sapeva benissimo che il ragazzo era in camera con un'altra, si erano dati appuntamento dopo. Non torna anche la versione del giovane che dice di essere stato con l'altra ragazza tutta la notte, mentre lei racconta di essere andata via poco dopo Gessica", precisa l'avvocata.

Per questo la famiglia, a fronte di così tante ‘anomalie', respinge la ricostruzione della Procura e chiede di continuare a indagare per fare piena luce su quanto accaduto alla ragazza. Rutigliani conclude: "Siamo fiduciosi che il gip, anche sulla base di tutti questi elementi, decida di far proseguire le indagini".

281 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views