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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta incontra i genitori in carcere per la prima volta: “Sollevato per non essere solo”

Si è svolto nel carcere di Verona il primo incontro tra Filippo Turetta, indagato per l’omicidio di Giulia Cecchettin, e i genitori Nicola ed Elisabetta: la coppia nei giorni scorsi aveva rifiutato perché non si sentiva pronta.
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A cura di Ida Artiaco
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Omicidio Giulia Cecchettin

Nicola Turetta e la moglie Elisabetta, genitori di Filippo, indagato per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, hanno incontrato il figlio nel carcere Montorio di Verona, dove è detenuto. È quanto riporta LaPresse, che cita fonti qualificate.

È la prima volta che la mamma e il papà di Filippo hanno un colloquio con lui dopo la scomparsa dell'11 novembre, la fuga in Germania, l'arresto vicino Lipsia dopo la morte di Giulia e l'estradizione in Italia. La coppia è entrata intorno alle 12:10 all'interno della struttura detentiva ma a quanto pare è uscita dopo poco. Il colloquio sarebbe durato circa un'ora.

Ai due Filippo, abbracciandoli, avrebbe detto: "Sono sollevato perché non sono solo", come riferisce l'AdnKronos.

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Un primo incontro tra Filippo Turetta e i genitori era in programma lo scorso 30 novembre, salvo poi la rinuncia della coppia qualche ora prima al colloquio in carcere. La famiglia del giovane aveva infatti ottenuto il via libera al colloquio dalla procura di Venezia, ma poi si era ritrovata costretta a dire di no al legale del 21enne, l'avvocato Giovanni Caruso, motivando la decisione con la necessità di dover ricorrere a un sostegno psicologico per se stessi e per il figlio, prima di poter avere un faccia a faccia con lui.

Propio il legale del ragazzo starebbero valutando una nuova ipotesi difensiva legata all'omicidio preteritenzionale, che sarebbe punito dai 10 ai 18 anni di carcere. Filippo Turetta, nel corso dell'interrogatorio fiume con il pm di Venezia tenutosi venerdì scorso, in alcuni momento avrebbe detto che non era sua intenzione uccidere Giulia ma solo trattenerla in auto. Turetta ha cioè riconosciuto di aver "fatto una cosa terribile, Giulia era mia e di nessun altro", come se avesse avuto un "blackout". È proprio su quanto fosse stata effettiva la volontarietà del suo gesto che la difesa potrebbe puntare nel corso del processo.

Giulia Cecchettin
Giulia Cecchettin

Intanto, proprio l'interrogatorio di nove ore di venerdì scorso è stato definito esaustivo e non ne sono stati programmati altri, anche se non è escluso che gli inquirenti possano avere, poi, la necessità di risentire Turetta.

La famosa Fiat Punto nera del 21enne è invece ancora in Germania e dovrebbe essere riportata in Italia dopo il 10 dicembre. Dentro l'auto è stato trovato un telefono. Gli investigatori non possono sapere se sia del giovane o dell'ex fidanzata ma devono attendere che arrivi in Italia assieme alla vettura.

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