148 CONDIVISIONI
Omicidio Giulia Cecchettin

Cosa ha detto Filippo Turetta nell’interrogatorio di 9 ore: “Mi è scattato qualcosa in testa”

Secondo le prime indiscrezioni, Filippo Turetta avrebbe dichiarato nell’interrogatorio fiume di 9 ore tenuto davanti al pm di Venezia: “Mi è scattato qualcosa in testa”, riferendosi all’omicidio di Giulia Cecchettin.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Fanpage.it
A cura di Ida Artiaco
148 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Omicidio Giulia Cecchettin

Ha parlato, questa volte rispondendo alle domande del pm di Venezia, Filippo Turetta, il quasi 22enne indagato per l'omicidio dell'ex fidanzata, Giulia Cecchettin. Un interrogatorio fiume, durato ben 9 ore, all'interno del carcere di Verona, dove il giovane è detenuto.

"Mi è scattato qualcosa in testa", avrebbe detto Turetta durante il colloquio con il pm Andrea Petroni, tra pause lunghe, silenzi, lacrime, lo sguardo spento, ma anche risposte articolate, quelle che non aveva dato al gip tre giorni fa.

Stando alle prime indiscrezioni, il pubblico ministero gli avrebbe contestato tutte le prove raccolte, tra cui i due coltelli trovati e quel nastro adesivo, comprato online qualche giorno prima dell'11 novembre e che avrebbe usato per chiudere la bocca e legare le mani alla ragazza che, da almeno un mese, dopo che lei aveva deciso di lasciarlo la scorsa estate, era vittima anche delle sue pressioni psicologiche e dei suoi ricatti. Lui parlava di "amore", le diceva che solo con lei stava bene e che altrimenti si sarebbe ammazzato.

Quel sabato sera lei ha accettato di andare a cena in un centro commerciale a Marghera con lui. La prima aggressione sarebbe avvenuta nel parcheggio a Vigonovo, a meno di 300 metri da casa di lei, al ritorno. "Ho perso la testa, mi è scattato qualcosa", avrebbe ripetuto Turetta in carcere.

Il ragazzo ha dovuto ricostruire passo passo tutto ciò che è avvenuto quella sera, ma anche nei giorni precedenti e nella settimana di fuga fino in Germania, dopo che nelle poche dichiarazioni alla giudice Benedetta Vitolo si era detto "affranto, dispiaciuto", pronto a "pagare" per le sue responsabilità e a "ricostruire" nella sua "memoria" quello che gli era "scattato" nella testa quella sera. Avrebbe sostenuto di aver avuto la mente offuscata, un blackout, quando ha capito che Giulia non era decisa a troncare. Mentre attende il trasferimento nella sezione "protetti" del penitenziario, a sua tutela, il giovane potrebbe essere sentito nuovamente dagli inquirenti nei prossimi giorni.

148 CONDIVISIONI
229 contenuti su questa storia
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni