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Omicidio Giulia Cecchettin

Nella Fiat Punto con cui Filippo Turetta è fuggito in Germania è stato trovato un altro coltello

Oltre a quello impiegato per uccidere Giulia Cecchettin, Filippo Turetta aveva con sé anche un altro coltello: l’arma è stata trovata dalla polizia tedesca la notte tra sabato e domenica nell’auto parcheggiata sulla corsia d’emergenza dell’autostrada A9, in Germania.
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A cura di Davide Falcioni
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Omicidio Giulia Cecchettin

Oltre a quello utilizzato per uccidere Giulia Cecchettin, Filippo Turetta aveva con sé anche un altro coltello: l'arma è stata trovata dalla polizia tedesca la notte tra sabato e domenica all'interno della Fiat Punto nera parcheggiata sulla corsia d'emergenza dell'autostrada A9, in Germania, non lontano dalla città di Lipsia. Il coltello è stato sequestrato e – come tutti gli altri effetti personali del 22enne – verrà sottoposto ad attenti rilievi da parte dei carabinieri dei Ris. Il coltello ritrovato nell’auto di Turetta è il secondo di questa storia, dopo quello da cucina con una lama di 21 centimetri e privo del manico rinvenuto e recuperato dagli inquirenti nel parcheggio di fronte alla scuola materna San Giovanni Bosco di Vigonovo, dove è avvenuta la prima aggressione ai danni di Giulia, alle 23. 15 di sabato 11 novembre. Lì la ragazza è stata accoltellata per una ventina di volte al collo e alla testa a presa a calci mentre era per terra.

Secondo quanto ricostruito finora dalla Procura, Giulia e Filippo erano andati insieme al centro commerciale di Marghera e avevano cenato con un panino. Lui l'ha accompagnata a casa, ma nel parcheggio vicino all'abitazione di Giulia l'ha colpita la prima volta, forse già con un coltello, che è stato ritrovato, senza manico, dai carabinieri. Un residente della zona ha riferito di aver udito la voce di una ragazza che gridava "così mi fai male", e di aver scorto una persona prendere a calci un corpo a terra.

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Dopo aver caricato di forza Giulia in auto, Filippo Turetta è ripartito per dirigersi nella zona industriale di Fossò, dove è arrivato alle 23:29. Lì Giulia è riuscita a scendere dalla vettura, e probabilmente ha cercato di scappare. Ma lui, inquadrato dalle telecamere di sicurezza dell'area, l'ha inseguita, raggiunta e gettata a terra, facendole sbattere la testa contro il marciapiede. A quel punto Giulia non si più mossa. Turetta ha quindi nuovamente caricato la ragazza in macchina e alle 23:50 è ripartito.

Dopo un paio d'ore Turetta è arrivato a Pian delle More, dove ha abbandonato il corpo della ragazza. Che secondo il medico legale ha tentato disperatamente di difendersi dall'aggressione dell'ex fidanzato, tanto che ha ferite ovunque: sul collo, sulla testa, sulle braccia, sulle mani. E secondo i magistrati la giovane è deceduta "per shock emorragico", ovvero dissanguata. Per avere maggiori certezze sarà tuttavia necessario aspettare i risultati dell'autopsia.

Filippo Turetta, 22 anni, deve rispondere dell'accusa di omicidio aggravato dalla relazione affettiva e sequestro di persona nei confronti dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin ed è attualmente detenuto nel carcere di Halle, in Germania, in attesa dell’estradizione, sulla base del mandato d’arresto europeo e dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dalla gip Benedetta Vitolo. La giudice, nel motivare l’arresto del 22enne, ha parlato di "un’aggressione di inaudita ferocia" da parte di Turetta che ha dimostrato "una totale incapacità di autocontrollo che è idonea a fondare un giudizio di estrema pericolosità e desta allarme in una società dove i femminicidi sono all’ordine del giorno".

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