Frontex finisce sotto la lente d'ingrandimento. Era stato richiesto a gran voce i mesi scorsi da parte di molti eurodeputati, ora c'è l'annuncio ufficiale del Parlamento europeo: nasce un nuovo gruppo di lavoro per controllare l'agenzia che si occupa di immigrazione. La commissione parlamentare, composta da eurodeputati di tutti i gruppi politici, monitorerà tutti gli aspetti del funzionamento di Frontex, compreso il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. La decisione è stata presa dai coordinatori della commissione per le libertà civili il 29 gennaio e domani, martedì 23 febbraio, si terrà la riunione costitutiva del nuovo gruppo di lavoro.

Le riunioni della nuova commissione si terranno due volte al mese, presumibilmente a Bruxelles, ed entro quattro mesi verrà svolta una prima analisi. L'obiettivo è raccogliere tutte le informazioni e le prove esistenti di presunte violazioni dei diritti umani in cui potrebbe essere stata coinvolta l'agenzia europea. Da tempo veniva chiesta chiarezza sull'operato di Frontex, soprattutto dopo che lo scorso autunno diversi media internazionali avevano raccontato il coinvolgimento dell'agenzia in un violento respingimento al confine marittimo tra Turchia e Grecia.

Frontex è l'agenzia europea che si occupa di controllare i confini dell'Unione, sia di mare che di terra, e che più volte è finita al centro della polemica per la responsabilità diretta e indiretta della violenza nei respingimenti, soprattutto per ciò che riguarda la rotta che porta dalla Turchia alla Grecia. Ora l'agenzia europea verrà controllata da quattordici deputati del Pe, due per ogni gruppo politico. La commissione è composta così: Roberta Metsola (Malta) e Lena Düpont (Germania) per il Partito popolare europeo; Bettina Vollath (Austria) e Javier Moreno Sanchez (Spagna) per i Socialisti e Democratici; Malik Azmani (Olanda) e Dragos Tudorache (Romania) per il gruppo Renew Europe; Nicolas Bay (Francia) e Peter Kofod (Danimarca) per Identità e Democrazia; Erik Marquardt (Germania) e Tineke Strink (Olanda) per i Verdi; Patryk Tomas Jaki (Polonia) e Jorge Budaxé Villalba (Spagna) per i Conservatori riformisti europei; Sira Rego (Spagna) e Cornelia Ernst (Germania) per la Sinistra. Nessun europarlamentare italiano.