Tanti decessi, troppi rispetto alle attese. E tanti pasticci nei dati, troppi in un momento delicato come quello dell’inizio della Fase 2. Secondo il bollettino del 7 maggio diffuso dalla Protezione Civile sull’emergenza Coronavirus, in Italia ci sono 215.858  casi di Covid-19 (1401 in più di ieri) di cui 96.276 guariti (3031 in più di ieri) e 29.958 morti (274 in più di ieri). Dei contagiati, 73.139 sono in isolamento domiciliare con pochi sintomi o asintomatici, 15.174  sono ospedalizzati e 1311 sono ricoverati in terapia intensiva, dati che confermano il trend decrescente delle ultime settimane. Le regioni più colpite dal contagio restano Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Finora sono stati effettuati 2.381.288 tamponi, di cui 70.359 nelle ultime 24 ore.

“L’incremento dei decessi, che oggi toccano i 274 è il dato più importante di oggi”. Giovanni Forti, 26 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Può essere si tratti di tamponi di persone già decedute – spiega Forti a Fanpage.it -, ma può essere anche che i tre giorni in cui abbiamo avuto meno di 200 decessi giornalieri, il 2,3 e 4 maggio, non riflettessero una tendenza. Che la normalità di questa settimana, purtroppo, sia ancora quella di 200,300 decessi al giorno”.

È un numero che fa a pugni con i contagi, che invece scendono ancora….
Sicuramente è molto più marcato: se guardiamo a due settimane fa, il numero dei contagi è più che dimezzato. Mentre il cale dei decessi è attorno al 35-40%. Diciamo che i contagi calano a una molto più sostenuta rispetto ai decessi.

Come si spiega?
Di sicuro la curva dei decessi è in ritardo rispetto a quella dei contagi. La cosa da dire, però, è che questo ritardo si sta allungando. Oggi come oggi, non possiamo formulare ipotesi sui motivi di questo ritardo.

 

Mentre i guariti oggi superano quota 3000…
Che è una buona notizia. E che diventa ottima se guardiamo ad alcune regioni del sud. Campania e Puglia, ad esempio, fanno in un giorno 207 e 149 guariti. Anche il Lazio ne ha più di 100.

E la Lombardia, dopo l’exploit dei 6000 guariti di ieri?
Oggi sono solo 324. E addirittura viene superata da Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana, che ne fanno tutte più di 350.

Regioni a zero, oggi ce ne sono…
C’è la Basilicata che si è tolta tredici casi contati nei giorni scorsi. Per il resto, invece, ci sono regioni che hanno migliorato significativamente il dato di ieri, tornando in linea con la scorsa settimana. Uno su tutti il Lazio, che è tornato sotto quota 50 casi. O la Sicilia, che passa da 14 a 7. O il Trentino, da 19 a 3. Il resto è tutto sostanzialmente stabile.

Tanti tamponi, infine….
Oggi è il secondo giorno con più tamponi dall’inizio dell’emergenza: 70mila oggi, di cui 15mila solo in Lombardia, e 10mila in Veneto. Aspetterei però a commentare il dato sul numero delle persone effettivamente testate. In Lombardia, tanto per far un esempio, non risulterebbe nessun paziente mai testato in precedenza su oltre 15mila tamponi. E in Puglia, ci sono 17mila casi testati in meno rispetto a ieri, altro dato impossibile.

Tanti tamponi, ma anche tanti pasticci nei dati…
Speriamo che i dati di domani siano più chiari e ci permettano di avere un quadro più preciso. Tra i guariti della Lombardia di ieri e i tamponi di Puglia e Lombardia di oggi, diciamo che questa fase 2 dei bollettini non è iniziata col piede giusto. E questi dati serviranno per valutare possibili nuovi lockdown e riaperture.