“Ho la febbre e sono sola”, anziana chiama i carabinieri e chiede aiuto: i militari le portano cibo caldo

La storia di solidarietà raccontata dai carabinieri di Sacile, in provincia di Pordenone, che hanno ricevuto la chiamata da parte di un’anziana sola e bloccata da 5 giorni a letto dalla febbre: dopo la richiesta di aiuto della donna le hanno portato un pasto caldo.
A cura di Ida Artiaco
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"Sono anziana. Sono cinque giorni che sono qui in casa, non ho niente da mangiare e sono un po' preoccupata. Io non ho nessuno, mi sono arrangiata da sola ma ho la febbre e non posso uscire". È questa la chiamata arrivata nei giorni scorsi ai carabinieri della compagnia di Sacile, in provincia di Pordenone, con una richiesta di aiuto da parte di una donna ultrasettentenne in difficoltà, bloccata a casa a causa dell'influenza.

L'anziana ha raccontato di essere rimasta sola in casa, bloccata a letto da cinque giorni a causa della febbre e di non aver più niente da mangiare. La signora ha chiesto aiuto perché – ha detto – non ha più nessuno che la assista e, in particolare, che le possa comprare qualcosa da mangiare.

Così, il militare della Centrale Operativa, dall'altra parte della linea, capita immediatamente la situazione e la richiesta, si è attivato per far preparare un pasto caldo e farlo recapitare a casa dell’anziana da una pattuglia del Nucleo Radiomobile.

La donna ha ringraziato commossa per il sostegno ricevuto in un momento di difficoltà. I Carabinieri hanno quindi ripreso regolarmente il servizio di pattugliamento del territorio. "L’Arma è, in ogni parte d’Italia, un punto di riferimento non solo per la sicurezza, ma anche per la tutela di tutte le persone, soprattutto quelle più fragili", si legge in un comunicato diffuso di militari. Non è infatti la prima volta che si verificano episodi simili.

Nel 2022, in provincia di Napoli, una donna di 63 anni chiamò il 112: "Non mangio da tre giorni, non ho soldi e sono sola". I militari la raggiunsero immediatamente, assicurandosi anche che venisse visitata. Ma più recentemente i carabinieri sono intervenuti per evitare che giovanissimi compiessero gesti estremi, come lo scorso ottobre nel Torinese, quando una 14enne ha chiamato il 112 in un momento di grave fragilità emotiva trovando dall’altra parte un carabiniere che è anche un padre e che, con fare calmo e rassicurante, è riuscito a instaurare con lei subito un dialogo sereno e tranquillo convincendola infine a farsi aiutare, di fatto salvandola.

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