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Covid 19
8 Novembre 2021
17:03

Guarito dal Covid, torna in ospedale e chiede scusa ai medici per non essersi vaccinato prima

La storia di Richard Soliz, 54enne di Seattle, guarito dal Covid a settembre: quando ad agosto è stato contagiato non era vaccinato ed è rimasto 28 giorni in ospedale a lottare tra la vita e la morte. Una volta fuori pericolo, è tornato nel nosocomio per chiedere scusa ai medici per non essersi vaccinato prima: “Ho capito che si sarebbe potuto evitare tutto ciò”.
A cura di Ida Artiaco
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Screen da komonews.
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Quando Richard Soliz ha avuto il Covid questa estate ha rischiato di morire. Il 54enne di Seattle è stato infatti ricoverato dopo che si erano sviluppati alcuni coaguli di sangue all'interno dei suoi polmoni, come racconta il Washington Post, e i medici avevano paura che potessero arrivare anche al cuore e al cervello. Dopo il suo arrivo in ospedale a fine agosto, ha trascorso 28 giorni all'Harborview Medical Center. La sua vita, ha detto sempre al Washington Post, era "letteralmente appesa a un filo". E quando è finalmente uscito da quell'incubo, a settembre, non ha fatto atro che pensare al personale sanitario che gli aveva salvato la vita. "Con il senno di poi – ha detto -, mi sono sentito male. Sapevo nel mio cuore, nella mia mente e nella mia coscienza, che si sarebbe potuto evitare tutto ciò". Così, a due mesi dal suo ritorno a casa, Richard è tornato in ospedale per scusarsi con medici e infermieri che lo avevano curato.

"Mi rammarico profondamente di non aver preso la decisione di vaccinarmi", ha detto a uno dei suoi medici. Richard ha confessato di aver deciso di non vaccinarsi dopo aver letto di notizie contrastanti sui social network, così ha rimandato l'inoculazione fino a quando, a metà agosto, ha cominciato a manifestare i primi sentimi della malattia, tra cui mal di testa. "Non riesco nemmeno a spiegare l'intensità di quel mal di testa – ha ricordato -. Non ho mai provato un mal di testa del genere prima d'ora in vita mia". Poi è arrivata la febbre e infine il fiato corto. Trasferito in ospedale medici e infermieri lo hanno trattato "con affetto e compassione", ha continuato, aggiungendo: "Avere il Covid è stato come andare sulle montagne russe, ma finché stavo male non riuscivo a pensare ad altro che a sconfiggere il virus. Poi quando sono tornato a casa ho riflettuto sulle persone che mi hanno aiutato. L'infezione ha lasciato cicatrici sui miei polmoni, spesso svengo e non riesco a dormire, non sottovalutatela e fatevi vaccinare".

James Town, primario della terapia intensiva dell'Harborview Medical Center, ha detto alla Cnn che il morale era molto basso tra alcuni membri del personale ospedaliero. I casi di Covid si sono diffusi "a macchia d'olio" nello stato di Washington quest'estate, quando era prevalente la variante Delta, altamente contagiosa. Per cui le scuse e la gratitudine di Soliz per le cure che ha ricevuto "sono il tipo di messaggio che il nostro staff aveva bisogno di ascoltare. A lui diciamo: nessuno ti incolpa o ti giudica. Tutti siamo felici che tu sia disposto a condividere la storia. E felici che tu stia meglio".

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