"Non è possibile, non può essere. Stavano sempre con lei". Così la figlia di Mariangela Zaffino, la pensionata di 74 anni sbranata dai suoi cinque cani a Grugliasco, alle porte di Torino, venerdì pomeriggio, ha raccontato grossomodo così la sua verità agli agenti della polizia locale. "Ero appena tornata da lavorare. Non era insolito che i cani stessero con mia madre quando non c’ero. Non hanno mai dato problemi, sono educati", prosegue, secondo quanto riporta La Stampa.

La figlia, proprietaria di quei cinque cani, non era una sprovveduta: aiutava la ‘Coda di Lupo Rescue', associazione che segue razze di cani ibride come quelle discendenti dai lupi. Gli animali – lupi cecoslovacchi – erano ben curati e regolarmente microchippati. La polizia locale, non avendo mai avuto chiamate che denunciavano aggressioni, non poteva essere a conoscenza che in quella casa vivesse un vero e proprio branco. Ad ogni modo non c’era mai stata alcuna avvisaglia di un fastidio degli animali nei confronti della 74 enne. Anzi, da quando era rimasta vedova quei cinque cani erano diventati la sua quotidianità.

Le indagini dovranno appurare nei prossimi giorni se gli animali erano adatti a vivere in un appartamento di due camere e un bagno. Verrà effettuata un’analisi del loro comportamento: ora sono tenuti all’interno dei locali veterinari dell’università a Grugliasco. Rischiano la soppressione. Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, i lupi cecoslovacchi giocavano solitamente nel cortile di casa, senza dare troppi problemi agli altri inquilini.

L’associazione Coda di Lupo Rescue ha voluto diffondere una nota attraverso la propria pagina Facebook: "Un incidente che ha coinvolto la famiglia di persone a noi carissime. Chiediamo di rispettare il nostro dolore e la nostra sofferenza. Le indagini sono ancora in corso e appena ci sarà possibile comunicheremo gli sviluppi tramite i nostri legali. Per ora, preghiamo di dimostrare rispetto per una morte che ci ha sconvolto nel profondo del cuore e dell’anima".