Tre persone hanno perso la vita all’alba di giovedì a Gorizia per il crollo di una palazzina di due piani causato forse da una fuga di gas. In un primo momento è stata rinvenuta tra le macerie una coppia, poi dopo ore è stato trovato anche il corpo di una terza vittima. Le persone che hanno perso la vita si chiamavano Sabina Trapani, Miha Ursic e Fabrizio Facchettin. La prima aveva quarantatré anni, era una designer e arredatrice d'interni originaria di Caorle (Venezia) e da una decina d'anni si era trasferita a Gorizia. Viveva nella palazzina crollata insieme al compagno Miha Ursic, un quarantacinquenne originario della vicina Slovenia. I due sono stati sorpresi a letto dal crollo. L’altra vittima è Fabrizio Facchettin, cinquantenne residente al piano terra della palazzina crollata. L’uomo, lievemente disabile, era originario di Trieste e aveva vissuto parte della sua vita a Farra d'Isonzo assieme al padre noto arbitro internazionale di pallavolo, per poi trasferirsi, alla morte del congiunto, nel capoluogo isontino. Il suo cadavere è l’ultimo a essere stato recuperato dai soccorritori.

Proclamato il lutto cittadino – Sul crollo della palazzina di Gorizia è stato aperto un fascicolo. Le ipotesi sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Intanto il sindaco Rodolfo Ziberna ha proclamato il lutto cittadino. “È un dramma immenso per la nostra comunità – ha detto il primo cittadino – mi sono recato personalmente sul luogo del disastro per testimoniare il ringraziamento della città ai soccorritori che si sono prodigati nel tentativo di salvare gli abitanti dell’immobile e per testimoniare solidarietà ai residenti della zona, che hanno subito danni dall’esplosione. Il nostro affetto e la nostra vicinanza vanno ai congiunti delle persone scomparse”.

Le testimonianze di residenti e soccorritori – “Mancavano pochi minuti alle 4 e ho sentito un boato e poi suonare gli allarmi delle auto. Mia moglie ed io ci siamo svegliati di soprassalto, ci siamo affacciati, ma siccome era ancora buio, non abbiamo capito cosa stava accadendo. Poi abbiamo sentito le sirene dei soccorsi”, il racconto di un residente in viale XX Settembre, che abita a pochi metri dalla palazzina crollata. “Quando si arriva si trova uno scenario che assomiglia alla guerra: essendoci stato un crollo di tutti e tre i piani superiori c'erano molte macerie e c'erano anche dei frammenti proiettati nelle altre case di fronte”, le parole del direttore regionale dei Vigili del fuoco Eros Mannino, che ha descritto la scena trovata ieri mattina.