"Visto che noi siamo, per voi, infedeli: ma perché non ve ne andate nel vostro califfato di Iraq con il santo Califfo El Bagdadi, il quale vive di armi e uccide a tutto spiano coloro che non sono sunniti?".

Questo è il cartello esposto sia dentro che fuori la chiesa di Gorino, il paesino di 400 anime della bassa ferrarese, da due giorni finito al centro dell'attenzione per aver respinto 12 migranti, tra cui donne e bambini, inscenando una protesta in strada con delle barricate che ha costretto l'autobus con dentro i profughi a cambiare destinazione.

Il parrocco Don Paolo Paccagnella, da oltre 25 anni affidato alla guida della parrocchia, aveva già suscitato diverse polemiche dopo aver detto in un'intervista a ilfattoquotidiano.it: "Chi sono io per giudicare?", riferendosi a quando stava accadendo nel suo paese.

Sopra la scritta contro i musulmani, che è destinata a far discutere, campeggia un simbolo arabo, che un altro cartello subito spiega: "Questa rappresenta la "N" araba e significa "Nazzareno", termine con cui il Corano indica i seguaci di Gesù di Nazareth. Questo segno è stato posto sulle case dei cristiani del califfato di Iraq, i quali sono stati costretti ad andarsene di casa, sono uccisi, costretti a cambiar fede, le donne rese schiave vendute e stuprate e violentate da quelli assassini. Noi siamo "orgogliosamente" dei "Nassarah".

E poi quella scritta "perché non ve ne andate nel vostro califfato", esposta in chiesa, il luogo dell'accoglienza a rendere il tutto ancora più deprimente.