Nicola Cosentino, il casalese

Bufera su Il Casalese, biografia non autorizzata dell'ex-coordinatore del Pdl Campiania Nicola Cosentino – per cui la magistratura ha richiesto per due volte l'arresto per associazione camorrista con il clan dei Casalesi. Un milione e 200 mila euro la somma richiesta dai familiari dell'ex-sottosegretario all'Economia con delega al Cipe per la presunta diffamazione delle aziende della famiglia Cosentino. Causa civile e penale qualle intentata dal fratello Giovanni, che chiede contestualmente anche il ritiro del libro dalle librerie. Secondo i nove giornalisti autori dell'opera si tratta di un'aggressione politica e giudiziaria molto grave. Un attacco alla libertà di stampa e di informazione.

Due conferenze stampa per chiarire le ragioni della difesa degli autori. Si è cominciato oggi, alle 9:30 presso la sede dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, in via Cappella Vecchia. Presente il presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti, Ottavio Lucarelli, e Lucia Licciardi, consigliere dell'Asso-stampa (sindacato dei giornalisti napoletani). Il 29 marzo, alle 17 presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa in Corso Vittorio Emanuele II a Roma, la denuncia sarà replicata alla presenza del presidente nazionale Roberto Natale e di quello regionale, Enzo Colimoro.

Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro è un racconto della vita politica e delle traversie giudiziarie di Nicola Cosentino, che da anonio consigliere comunale a Casal di Principe diventa l'uomo di Silvio Berlusconi in Campania, capace di far vindere al Pdl numerose sfide elettorali. Quando sei pentiti di camorra lo accusano di essere referente politico del clan dei Casalesi, la procura di Napoli – in due occasioni – richiede al Parlamento l'autorizzazione a procedere con la carcerazione preventiva. Permesso negato in entrambe le occasioni. Il successo della biografia è stato tale che il piccolo editore Centoautori ha dovuto ristampare il volume per due volte.

Querele temerarie e diritto di informazione. L'intervento di uno dei legali dell'impero economico di Giovanni Cosentino mette in campo una questione fondamentale: "Se una persona si sente diffamata, ha il diritto di sporgere querela così come i giornalisti hanno il diritto di fare informazione". In effetti, la legislazione italiana -a differenza di quella di altre democrazie occidentali- permette a chiunque di sporgere querela per diffamazione, a prescindere dal fatto che si siano o meno pubblicate notizie false. Le cause temerarie sono all'ordine del giorno e vengono utilizzate come uno spauracchio contro i giornalisti: chi sporge querela non rischia nulla in caso il tribunale dimostri l'indonatezza dell'esposto. In altri paesi, il querelante deve pagare parte della cifra richiesta al querelato qualora si dimostri che la diffamazione non sussiste. L'osservatorio Ossigeno testimonia da anni come i giornalisti vengano costantemente minacciati dalla malavita organizzata e dalla politica utilizzando proprio lo strumento legale.