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Giovane ucciso a colpi di pistola ad Arezzo, arrestato 35enne: “Ha chiamato lui il 112, aveva con sé l’arma”

Un giovane di 30 anni è stato ucciso a colpi di pistola nella notte ad Arezzo. Il giovane sarebbe stato raggiunto da un proiettile alla gola. Arrestato un 35enne dopo una breve fuga. Indagini in corso sul movente, l’ipotesi della lite finita in tragedia.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Ad Arezzo nella notte una discussione per futili motivi si è trasformata in tragedia. Un giovane di 30 anni, Gjergj Pergegaj, è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco all'esterno di un locale molto frequentato, all'altezza del bivio di Olmo. Il proiettile, a quanto si apprende, lo ha raggiunto alla gola.

In un primo momento il killer si è dato la fuga, ma dopo una breve caccia all'uomo il presunto responsabile è stato arrestato. Si tratta di un altro giovane di 35 anni, entrambe le persone coinvolte sono di origini albanesi, si legge su La Nazione. A indagare sull'accaduto è la Squadra mobile.

Il giovane fermato lavorava in un ristorante della zona. Le forze dell’ordine sono intervenute sul luogo dove è avvenuto il delitto per svolgere i rilievi del caso. Ad affiancare i colleghi della Polizia di Stato nelle ricerche del fuggitivo c'erano anche gli uomini dell'Arma dei Carabinieri.

Poco prima della mezzanotte, tra venerdì 20 e sabato 21 marzo, a lanciare l'allarme e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine sarebbe stato un altro avventore. Insieme agli agenti anche i soccorritori, ma i loro sforzi si sono rivelati purtroppo inutili: il corpo del 30enne è stato trovato senza vita in una pozza di sangue.

Il movente del delitto non è ancora chiaro. C'è chi parla di una lite per una ragazza degenerata. Alcune fonti riportano che il 30enne si sarebbe fermato a parlare con l'ex fidanzata dopo aver concluso il turno di lavoro e l'attuale compagno di lei, arrivato sul posto, avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco contro l'altro giovane dopo averli visti insieme.

Altri invece riferiscono di attriti generici tra i due giovani che si sarebbero trascinati da tempo, nonostante in passato fossero stati amici. Il 35enne avrebbe detto di essersi procurato la pistola proprio per reagire alle presunte vessazioni del rivale.

Le indagini, coordinate dalla pubblico ministero Emanuela Greco, sono tutt'ora in corso per fare piena luce. Il 35enne avrebbe sparato almeno 4 colpi, quello mortale ha raggiunto la vittima alla gola. L'omicida, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto, avrebbe chiamato il 112 dichiarando di volersi costituire e comunicando la propria posizione.

Lo ha reso noto la questura di Arezzo spiegando che "immediatamente, volanti e squadra mobile" si sono precipitate nel luogo indicato dall'uomo, nei pressi delle colline sopra Rigutino, trovandolo ad aspettarli a bordo della sua auto con la pistola "utilizzata per commettere il delitto, posseduta clandestinamente".

Ora il 35enne, incensurato e da anni residente ad Arezzo, è in carcere con l'accusa di omicidio volontario e porto abusivo di arma da sparo. La salma della vittima è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale San Donato di Arezzo.

Scrive la Questura: "Sono in corso ulteriori accertamenti coordinati dalla Procura di Arezzo, volti a ricostruire i dettagli del folle gesto così come i motivi che vi possano essere alla base".

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