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Georgeta, uccisa a fucilate in un casolare: proseguono le indagini, si scava tra sue frequentazioni

La donna di 43 anni uccisa ieri a colpi di fucile in un casolare della provincia di Catania si chiamava Georgeta Ancuta Pop. Disposta l’autopsia, si scava tra le sue frequentazioni.
A cura di Davide Falcioni
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Georgeta Ancuta Pop: è questo il nome della donna romena di 43 anni il cui corpo è stato trovato nel pomeriggio di ieri in un casolare di contrada Ritornella, a Belpasso (Catania).

Il cadavere è stato trovato da operai dell'azienda agricola per cui lavorava. La donna non rispondeva al cellulare e alcuni suoi colleghi sono andati nella sua abitazione, che è dentro il comprensorio dell'azienda agricola, ma in luogo isolato, trovando il corpo. La donna, separata dal marito e con una figlia nel paese d'origine, lavorava come bracciante agricola.

I carabinieri della compagnia di Paternò, interpellati da Fanpage.it, mantengono il massimo riserbo sulle indagini, coordinate dal Procuratore di Catania  Carmelo Zuccaro. Al momento, stando a quanto emerge, non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati.

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Sul luogo del delitto ieri pomeriggio sono intervenuti i militari del nucleo investigativo del comando provinciale etneo. Gli inquirenti hanno lavorato tutta la sera per effettuare i rilievi sul posto, ascoltando le persone che erano in contatto con la vittima per cercare di individuare una pista.

Sul corpo di Georgeta Ancuta Pop è stata disposta l'autopsia, con l'auspicio di ricavare in questo modo altri elementi utili alle indagini, che proseguono a ritmo serrato per assicurare alla giustizia il killer. Gli inquirenti stanno scavando anche all'interno della cerchia di frequentazioni della donna.

Georgeta è stata uccisa utilizzando un fucile da caccia caricato a pallini. Non sono emersi elementi che potrebbero far pensare ad un tentativo di rapina finito tragicamente e la pista di un delitto maturato in ambito familiare è stata subito scartata, in quanto l'ex marito è tornato da diversi anni in Romania insieme alla figlia ed è quindi in possesso di un alibi di ferro.

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