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16 Aprile 2021
12:27

Genova, il controllore di Autostrade non aveva mai neppure visto il Ponte Morandi prima del crollo

In un’intercettazione un membro operativo del risk management di Autostrade, che in una conversazione con un familiare confida. “Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte; mi han detto: ‘Fai l’analisi dei rischi catastrofali’. E io: ok”.
A cura di Davide Falcioni
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Avrebbe dovuto classificare il rischio del Ponte Morandi, ma quella struttura non l'aveva mai neppure vista e non aveva mai neanche messo piede a Genova. È quanto emerge da una delle intercettazioni su R.S., membro operativo del risk management di Autostrade, che in una conversazione con un familiare confida. "Io non ci ero mai andato a Genova a vedere questo ponte; mi han detto: ‘Fai l'analisi dei rischi catastrofali'. E io: ok".

L'uomo non è indagato. La conversazione intercettata risale al 28 marzo del 2019; R.S.  ha da poco ricevuto la visita della Guardia di Finanza, che vuole capire con quali criteri fosse stato redatto il Catalogo dei rischi aziendali di Atlantia.  Parlando con un familiare il funzionario si lascia andare a un lungo sfogo: "Mi sono posto il problema e sono andato da quello che si occupa dei ponti. Gli ho chiesto: dov' è che potrebbe avvenire una catastrofe? Lui mi ha aperto il computer e mi ha fatto vedere: ‘Ecco, qui'. Finito. È così che è nata". "Ecco qui" è riferito al Ponte Morandi.

Il catalogo dei rischi è ritenuto dalla Procura di Genova un documento fondamentale perché il rischio, invece di aumentare nel tempo, diminuisce, senza che venga effettuato alcun intervento. Nel 2015 dalla dicitura scompare la causa, il riferimento alle "ritardate manutenzioni". Poi nel 2016 salta via anche il "rischio crollo", sostituito con una più rassicurante "perdita di funzionalità statica del viadotto Polcevera". C'è un ultimo dettaglio, che chiude il cerchio. Il rischio crollo ogni anno, era stato valutato "basso". Teoricamente la risposta veniva dai dati forniti da sensori montati sul Morandi. Apparecchi che, come hanno scoperto poi i finanzieri, non esistevano. Erano stati tranciati durante un cantiere da operai di Pavimental, società controllata da Autostrade. E nessuno, da quel momento in poi, li aveva più reinstallati. "Io ero convinto che ci fossero e che fornissero informazioni alla Direzione di Tronco – giura R.S. nella conversazione -. Il sensore è come se tu la notte tremi e hai la mano appoggiata a me, io lo sento che tremi. Invece il maresciallo mi ha detto che non c'erano sensori. E mi ha chiesto se questo oggi cambierebbe la mia valutazione. E certo che la cambierebbe!".

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