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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, un anno fa la riapertura delle indagini su Andrea Sempio: tutte le tappe tra Dna, impronte e avvocati

Tappa per tappa di un anno di indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. Cosa è successo in 12 mesi: dal DNA sulle unghie della vittima all’indagine per corruzione. Dal licenziamento dell’avvocato Lovati alle analisi sulla spazzatura della villetta di Garlasco.
A cura di Giorgia Venturini
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Andrea Sempio.
Andrea Sempio.
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Un anno fa, esattamente il 27 febbraio 2025, ad Andrea Sempio è arrivato l'avviso della riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco. Un anno fa ha così scoperto di essere indagato per la terza volta con l'accusa dell'omicidio di Chiara Poggi in concorso con ignoti o con Alberto Stasi, l'unico condannato in via definitiva per il delitto. Sempio ha chiamato subito la sua avvocata Angela Taccia e tutto è ricominciato di nuovo.

In questi 12 mesi investigatori, politici e opinione pubblica sono tornati a rivalutare ogni singolo dettaglio su quanto accadde la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. In questo anno i colpi di scena non sono mancati: dal "licenziamento" dell'avvocato difensore Massimo Lovati alla nuova perizia sul DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi. Fino a un nuovo fascicolo per corruzione. Andiamo per ordine, tappa dopo tappa.

Quando sono iniziate le indagini su Andrea Sempio

Il 27 febbraio di un anno fa è arrivato l'avviso di garanzia ad Andrea Sempio: si sono così aperte ancora una volta le indagini a suo carico. La notizia diventa di dominio pubblico l'11 marzo, cioè quando viene resa nota l'imminente convocazione dell'indagato in caserma per il prelievo del DNA. Sempio in un primo momento nega il consenso, così il gip di Pavia dispone il "prelievo coatto" il 12 marzo. L'indagato quindi si sottopone al tampone salivare e al prelievo delle impronte dattiloscopiche. "Io e mio marito abbiamo saputo la notizia oggi guardando il Tg1. Non abbiamo niente e non vogliamo dire niente", commentano Giuseppe e Rita Poggi, i genitori di Chiara, sempre l'11 marzo.

Le nuove indagini già a marzo entrano nel vivo: la Procura di Pavia chiede al giudice per le indagini preliminari un incidente probatorio per rivalutare le analisi sul DNA di Andrea Sempio trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Qui il focus dei nuovi accertamenti. Le unghie vennero analizzate (e tutte consumate) nella perizia super partes del 2014 durante il processo ad Alberto Stasi: la perizia di allora fu stata eseguita dal professore Francesco De Stefano che aveva concluso che il materiale genetico trovato era troppo poco e troppo degradato per dare un nome e cognome al cromosoma Y trovato. Seppur i sospetti della presenza di un cromosoma Y della famiglia Sempio c'erano già all'epoca, il materiale non bastava per poter formulare un'accusa.

Nel 2016 il consulente della difesa Stasi, Pasquale Linarello, aveva presentato una propria consulenza dimostrando invece la presenza del DNA di Andrea Sempio: anche allora si aprirono le indagini finite in archiviazione.

Stesso copione nel 2025: in Procura viene presentata un'altra perizia simile sempre da parte della difesa di Stasi e successivamente confermata anche da un consulente dei magistrati. Ecco quindi che le indagini si riaprono ancora. Il 20 marzo dello scorso anno la Procura di Pavia ha chiesto al giudice per le indagini preliminari un incidente probatorio (quindi super partes) per ritornare ad analizzare una volta per tutte i dati delle analisi del 2014: c'è o non c'è il DNA di Sempio?

All'interno dell'incidente probatorio è stato richiesto anche di procedere con gli accertamenti sulla spazzatura trovata nella villetta di Garlasco il giorno dell'omicidio: questi rifiuti non erano mai stati analizzati in 18 anni. Intanto il 2 aprile 2025 il perito dei magistrati, Carlo Previderé, conferma i suoi risultati: ovvero che il DNA trovato sulle unghie è perfettamente compatibile con quello di Sempio. Per cacciare ogni dubbio il 10 aprile è prelevato il DNA anche agli amici del fratello di Chiara Poggi che frequentavano quella casa. Ma nei loro confronti non è mai stato riscontrato nulla.

Quel martello (mai esistito) in un canale vicino a Garlasco

Sicuramente uno dei giorni indimenticabili di queste nuove indagini è l'alba del 15 maggio quando i carabinieri di Milano si presentano per un sopralluogo nelle case dei Sempio di Voghera e di Garlasco. Su mandato della procura di Pavia, i militari ispezionano un canale a Tromello, vicino Garlasco, per cercare l'arma del delitto. In quella zona c'era la casa della nonna di Chiara Poggi. La sera esce la notizia di un possibile martello trovato nel canale dai vigili del fuoco. Scatta l'allarme perché si è ipotizzato che l'arma del delitto fosse un martello: ovvero l'unico oggetto che la famiglia Poggi ha sempre detto che mancava da casa dopo l'omicidio e perfettamente compatibile con le ferite sulla testa della vittima. Ma alla fine lan notizia risulta falsa: un residente della zona aveva consegnato ai carabinieri una mazzetta (oggetto non compatibile con le ferite di Chiara Poggi) raccolta nel canale quando di sua volontà lo aveva ripulito tempo prima.

Maggio però resta il mese più intenso. Cinque giorni dopo il blitz dei carabinieri, in Procura a Pavia vengono convocati per un interrogatorio sia Alberto Stasi che Andrea Sempio: il 20 maggio presenta solo il condannato, ma non l'indagato. A Fanpage.it l'avvocata di Andrea Sempio Angela Taccia ha spiegato il perché: "L'invito da parte della Procura era carente dell'avvertimento necessario ex art. 375 comma 2 lettera D. Praticamente in questo invito non c'era l'avvertimento previsto invece per legge: siccome manca uno dei requisiti del contenuto dell'atto (cioè dell'invito), abbiamo chiesto una nullità. Sempio quindi poteva così non presentarsi. In altre parole, l'atto è viziato da un tipo di nullità prevista dal codice. Per questo Sempio aveva il diritto di non presentarsi".

Ma il vero colpo di scena del 20 maggio è stato un altro: il Tg1 rivela su cosa sta lavorando la Procura di Pavia, e cioè che tra le impronte trovate vicino al cadavere di Chiara Poggi c'è anche la numero 33, associata dopo 18 anni ad Andrea Sempio. La sensazione è che su questa impronta la Procura chiederà il rinvio a giudizio per l'indagato. Da sottolineare che l'impronta 33 non è stata giudicata insanguinata, quindi datarla è impossibile. L'indagato ha motivato la presenza della sua impronta perché scendeva quelle scale interne (dove il 13 agosto 2007 è stato trovato il corpo di Chiara) con l'amico Marco Poggi per recuperare i giochi presenti in una specie di cantina.

Il sopralluogo nella villetta di Garlasco e il DNA di uno sconosciuto

A giugno invece i carabinieri del Ris tornano nella villetta di Garlasco per un sopralluogo. È la prima volta dopo 18 anni. Da Cagliari i militari arrivano nel Pavese per fare con strumenti sofisticati la Bloodstain Pattern Analysis (BPA), ovvero una tecnica forense che analizza la forma e la distribuzione delle macchie e schizzi di sangue e che in questo modo permette di ricostruire i crimini e le dinamiche degli omicidi. Serve – in particolare – per posizionare al millesimo tracce, impronte e schizzi di sangue che sono stati fotografati subito dopo l'omicidio. La relazione del Ris di Cagliari ora è finita e depositata da settimane nel fascicolo in Procura: servirà per capire se i carabinieri hanno confermato o meno la dinamica finora ricostruita dell'omicidio.

Sempre a giugno escono i risultati degli accertamenti sulla spazzatura trovata nella casa di Garlasco il giorno dell'omicidio: si tratta di reperti mai analizzati prima, finora non erano mai stati presi in considerazione perché non ci sono mai stati sospetti sul fatto che l'assassino avesse toccato uno degli oggetti all'interno della villetta. Quello che emerge invece da questi ultimi accertamenti è che sulla cannuccia dell'Estathé c'è il DNA di Alberto Stasi, mentre sul contenitore del Fruttolo c'è quello di Chiara Poggi. I due fidanzati avevano mangiato la cena insieme: quelli erano i rifiuti della sera o della mattina del delitto? Non si sa con certezza, ma sarebbe stato fondamentale saperlo.

L'estate di indagini fa accendere i riflettori anche su un DNA sconosciuto trovato su un tampone orale fatto a Chiara Poggi durante l'autopsia. Alla fine si scoprirà essere un errore di contaminazione durante l'esame autoptico.

La nuova indagine per corruzione sul caso Garlasco

Passata l'estate, l'autunno non è da meno. La Procura di Brescia il 26 settembre avvia un'indagine per corruzione in atti d'ufficio e iscrive nel registro degli indagati l'ex pm di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. I sospetti degli inquirenti si concentrano sull'ipotesi che nel 2016-2017 il padre di Sempio possa aver pagato il magistrato per ottenere l'archiviazione delle indagini.

Un'ipotesi che si basa su intercettazioni ambientali dei giorni in cui Andrea Sempio nel 2016 era stato sottoposto a interrogatorio e su una mancanza di trascrizioni di alcuni passaggi delle stesse. Il via alle indagini però è scattato dopo che lo scorso 14 maggio in casa dei genitori di Sempio è stato trovato un biglietto scritto a mano con riportato "Venditti gip archivia x 20. 30. euro" facendo intendere agli investigatori che ci sia stato uno scambio di soldi. I legali della famiglia Sempio hanno sempre sostenuto che è la cifra pagata agli avvocati.

E ancora: il 14 ottobre Andrea Sempio decide di togliere l'incarico a Massimo Lovati dopo un'intervista che quest'ultimo ha dato a Fabrizio Corona: d'ora in avanti insieme ad Angela Taccia, è difeso da Liborio Cataliotti.

Gli esiti della perizia sulle unghie di Chiara Poggi

Il giorno più atteso dell'ultimo anno è però il 27 novembre quando viene depositata la perizia super partes sul DNA sulle unghie di Chiara Poggi. La dottoressa Denise Albani scrive che "il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi è compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio", ma che allo stesso tempo si parla di aplotipi "misti parziali, per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico se provengano da fonti del Dna depositate sotto o sopra le unghie della vittima (e, nell'ambito della stessa mano, da quale dito provengano); quali siano state le modalità di deposizione del materiale biologico originario; perché ciò si sia verificato (per contaminazione, per trasferimento avventizio diretto o mediato); quando sia avvenuta la deposizione del materiale biologico".

Insomma, concludendo, "non è stato possibile giungere a un risultato che fosse certamente affidabile". La difesa di Andrea Sempio ha sempre parlato di contaminazioni, tra l'ipotesi più probabile quella che Andrea Sempio abbia preso in mano a distanza di breve tempo con Chiara Poggi il telecomando della tv.

I risultati dell'incidente probatorio vegnono illustrati dalla dottoressa Albani nell'udienza del 18 dicembre davanti al giudice per le indagini preliminari. A sorpresa si presenta in aula Alberto Stasi, ma non Andrea Sempio.

L'avvocata Giada Bocellari, che difende Stasi, spiega così la presenza del suo assistito: "Alberto Stasi è venuto perché era una giornata importante: è da 11 anni che parliamo di questo DNA. Alberto ha sempre partecipato a tutte le sue udienze. Ci teneva a esserci nel massimo rispetto dell'autorità giudiziaria che si sta occupando di un altro soggetto con la stessa accusa per cui Alberto Stasi è in carcere da dieci anni. Questo è il motivo della sua presenza, ha un significato per lui importante".

La volata finale di un anno di indagini

Ora siamo verso la fine di queste indagini. Nei giorni scorsi è stata depositata la relazione della dottoressa Cristina Cattaneo, che era stata chiamata dalla Procura a rispondere a domande quali l'orario della morte di Poggi, il numero di colpi inferti alla 26enne e l'arma usata da una o più persone contro la giovane. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo nei mesi scorsi aveva convocato in istituto Sempio per rilevare le sue misure, come la lunghezza della gamba, l'impronta del piede e il peso.

Misure che l'esperta avrebbe comparato con le impronte e con la traiettoria degli schizzi di sangue repertati nella villetta di Garlasco nelle ore dopo l'omicidio e finite nella recentissima relazione del Ris di Cagliari. Tutto sarebbe nel fascicolo della Procura: si attende adesso che gli inquirenti procedano con l'avviso di chiusura indagini e con la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione delle indagini su Andrea Sempio.

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