Al Centro di accoglienza situato all’interno dell’ex caserma Serena di Treviso, tra migranti e operatori, si contano 244 casi di Coronavirus. Gli operatori che hanno contratto il Covid-19 sono 11, questo secondo l’esito del terzo tampone effettuato dall'Aulss 2 Trevigiana. In totale sono state sottoposte a test 309 persone – 284 ospiti e 25 operatori – e i negativi sono 47 (18 tamponi sono da riprocessare). L’Aulss 2 ha fatto sapere che i risultati del nuovo screening “non comporteranno alcuna modifica all'interno della struttura, dove tutti i migranti resteranno in quarantena”. Due casi di Coronavirus sono emersi tra i contatti in ambito lavorativo dei migranti dell'ex Serena: complessivamente circa 130 le persone che sono state sottoposte a tampone.

L'ira di Zaia: "Strutture fuori dalla storia e dalla realtà"

"Strutture come i centri di accoglienza di Jesolo e dell’ex caserma Serena di Casier non soltanto sono fuori dalla storia e dalla realtà, ma lo sono ancora di più da un punto di vista sanitario perché aggregazioni del genere non sono in linea con le norme anti-coronavirus”, il commento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, secondo cui "deve essere eliminato questo modello di accoglienza". Il governatore, facendo il punto sull’emergenza sanitaria, ha voluto ricordare che “delle 300 case di riposo in Veneto, il 75% non ha neanche visto il virus, l'altro 25% ha avuto pochi casi” e quindi si chiede: “Com'è possibile che siamo riusciti a gestire l’emergenza nelle case di riposo dove i pazienti sono molto più vulnerabili, mentre focolai sono esplosi all'interno di questi centri di accoglienza che ospitano gente sana e giovane?”. Per Zaia si tratta di “aggregazioni che non danno garanzia dal punto di vista sanitario”.

 Zaia: "C’è il virus da rientro da vacanze"

“Noi abbiamo un virus di ritorno. È ormai chiaro che c’è ed è portato da fuori”, ha dichiarato il presidente della Regione nel corso del punto stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera. “Stamattina abbiamo sentito i direttori sanitari e tutti ci hanno confermato questo leitmotiv. Abbiamo il virus da rientro da veneti che sono andati in vacanza e se lo portano a casa – ha sottolineato Zaia -. Abbiamo individuato casi dalla Spagna, dal Perù, da Malta, 8 ragazzi dall’isola di Pag in Croazia, da Corfù”. “Le vacanze sono un elemento di rischio, questo è bene dirlo – ha aggiunto -. Non sto facendo campagna contro i nostri competitors, vi sto solo dicendo come stanno le cose. Penso che il mondo debba essere libero, ognuno deve poter andare in ferie dove vuole però è pur vero che noi, da un paio di settimane, siamo concentrati su pazienti che si sono infettati in vacanza”. “Oggi abbiamo dunque certezza che il virus entra soprattutto da fuori, o perché qualcuno ce lo porta o perché andiamo a prendercelo”, ha concluso il governatore del Veneto.

Aumento dei contagi in Veneto +183 in 24 ore

Nelle ultime 24 ore si registra un forte aumento di contagi in Veneto, con 183 positivi in più, che portano il totale dall'inizio della pandemia a 20.535. Schizzano i soggetti posti in isolamento, che sono 5.212,  1.141 in più rispetto a ieri, anche se tra questi ultimi diminuiscono i positivi (68, -36). Il bollettino regionale registra un nuovo decesso (totale 2.078), mentre la situazione clinica resta stabile, con 9 ricoverati nelle terapie intensive, di cui 6 positivi, e 111 (-10) nei reparti non critici, con 31 positivi (-5). Nella diretta di oggi il presidente Zaia ha detto che i focolai sono sotto controllo: “Abbiamo il nuovo fenomeno dei positivi asintomatici, nel focolaio di Treviso ad esempio la quasi totalità è asintomatica”.