Un crocifisso coperto in uno dei 17 seggi di Signa, in provincia di Firenze, dove si votava per il ballottaggio tra Giampiero Fossi (centrosinistra) e Vincenzo De Franco (centrodestra), ha scatenato una rovente polemica. La presidente di seggio, che è anche la moglie di Fossi, lo avrebbe infatti occultato con del nastro adesivo. Per quanto il gesto sia attuabile in termini di legge, ha comunque chiarito di aver chiesto un parere alla prefettura, anche per le discussioni che si erano venute a creare nelle passate elezioni e anche in quelle del 26 maggio scorso quando alcuni elettori avevano chiesto, appunto, la copertura del crocifisso nelle aule adibite a seggio. Nel pomeriggio una persona è entrata per votare e ha scattato una foto postandola su Facebook e scatenando le ire di alcuni esponenti della Lega, prima fra tutti Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina e vertice della Lega in Toscana: "Follie elettorali toscane. A Signa (Firenze) siamo al ballottaggio. La moglie del candidato sindaco del PD fa la presidente di seggio non pensando minimamente per opportunità politica di rinunciare" ha scritto Ceccardi sotto la foto. "In compenso, ha deciso di coprire con lo scotch il crocifisso, sia mai che possa offendere qualcuno dei suoi elettori… E per l'offesa all'intelligenza e al buonsenso, cosa copriamo con lo scotch? .follia .pdinToscana".

A postare l’immagine è stato anche il segretario della Lega della Piana fiorentina Filippo La Grassa: "Sono stato avvertito dalla nostra rappresentante di lista – racconta – e mi sono recato personalmente ad appurare la cosa e ho visto che in effetti il crocifisso era coperto. Credo che questo gesto, compiuto fra l’altro dalla presidente di seggio che è la moglie del candidato sindaco Pd Giampiero Fossi (che è stato eletto con oltre il 60% dei voti), sia grave perché offende la maggior parte dei signesi e degli italiani, è un voler discriminare la maggioranza. È vero la legge dà la possibilità di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche in cui si effettua il voto e la polizia ci ha confermato che la presidente poteva farlo, ma trovo questa scelta di una incredibile miopia".

Il nastro adesivo è stato poi tolto nel corso del pomeriggio e il crocifisso è tornato visibile. La decisione di coprire il simbolo per eccellenza della religione cristiana sarebbe derivato sia dalla volontà di rispettare le diverse sensibilità religiose, sia da quella di rispettare la laicità dello Stato.  "La trovo una polemica sterile – replica lo stesso Giampiero Fossi, risultato poi il più votato e quindi nuovo sindaco di Signa –. Io sono cattolico, apostolico romano come la mia famiglia, quei crocifissi li ho messi e addirittura pagati di tasca mia nel 2009 perché all’epoca mancavano diversi crocifissi nelle scuole. Il presidente di seggio poi è all’interno di un albo individuato dal prefetto ed è carica obbligatoria. Mia moglie dopo alcune segnalazioni anche degli anni scorsi ha applicato semplicemente la legge. Ci stanno arrivando minacce terribili anche sui social. È una cosa grave hanno voluto colpire me attraverso mia moglie, vedrò come tutelarmi nelle sedi opportune".