Quattordici persone sono state iscritte nel registro degli indagati con l'accusa, a vario titolo, di organizzazione e partecipazione di gare clandestine con veicoli a motore, nell'ambito dell'inchiesta per la morte di Umberto Barbieri, il motociclista di 16 anni morto sul colpo nello scontro con altre due moto condotte da due 17enni il 26 novembre del 2017 a Montelupo Fiorentino (Firenze).

Nelle scorse settimane i ragazzi, minorenni all'epoca dei fatti, hanno ricevuto notifica della chiusura delle indagini dalla procura per i minori di Firenze. In base al codice della strada, avendo organizzato o preso parte a una gara non autorizzata con veicoli a motore nella quale si è verificato un incidente mortale, gli indagati rischiano una pena dai 6 ai 12 anni. Tra i denunciati anche i due giovani, 17enni all'epoca dei fatti, coinvolti nello schianto in cui perse la vita Umberto Barbieri. I due, uno dei quali difeso dall'avvocato Neri Cappugi, erano già stati indagati per il reato di omicidio stradale, accusa per la quale avevano chiesto e ottenuto dal gip per i minorenni la messa alla prova ai servizi sociali, rispettivamente per 8 e 12 mesi, con sospensione del procedimento a loro carico.

I due giovani e il 16enne deceduto nello scontro erano in sella a due mezzi della cilindrata di 125 centimetri cubi e uno di 300 centimetri cubi. La polizia municipale dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, che all'epoca intervenne per i rilievi, stimò che, al momento della tragedia, fossero presenti all'evento, non autorizzato e organizzato attraverso i social network, circa 200 persone.