Per la fase due nessuno spostamento libero per recarsi nelle seconde case, nemmeno se si trovano nella stessa regione di residenza. Lo ha sottolineato ancora una volta il governo spegnendo ogni ipotesi di viaggio verso le seconde case in caso di movimento all'interno della stessa regione di residenza. "Il principio cardine dal 4 maggio resta che gli spostamenti si fanno per motivi di salute, lavoro o necessità e lo spostamento alla seconda casa non è una necessità" hanno precisato infatti fonti di Palazzo Chigi precisando ulteriormente le regole previste dal nuovo dpcm  dopo la pubblicazione delle Faq sul sito della Presidenza del consiglio.

"La seconda casa non è una necessità"

"Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti) o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto" recitano infatti le Faq del Governo, precisando quindi che "è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana, ovvero per recarsi presso uno qualsiasi degli esercizi commerciali aperti. Inoltre, è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto".

Spostamenti da compiere per lo stretto necessario

Proprio in riferimento alle attività sportive e motorie, da palazzo Chigi specificano che lo spostamento è consentito solo per il tempo strettamente necessario a effettuare le attività stesse, con la conseguenza che una volta che queste sono concluse è obbligatorio fare immediato ritorno a casa. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi all'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone.