3 Luglio 2019
15:01

Famiglia sul lastrico si appella al tribunale: cancellati 160mila euro di debiti

La storia di una famiglia della provincia di Udine che, attraverso i legali, ha deciso di ricorrere in Tribunale dopo essersi ritrovata con 176mila euro di debiti a causa di una serie sfortunata di eventi. Riconoscendo il sovraindebitamento in forma incolpevole e l’impossibilitò di ripagare la somma, il giudice ha stabilito che pagheranno solo 72 rate mensili da 200 euro.
A cura di Antonio Palma

Per una serie sfortunata di eventi, affari andati male e anche una truffa subita, si erano ritrovati da famiglia benestante con doppio stipendio a non avere più quasi nulla. Grazie al ricorso in tribunale, dopo anni di incertezze e paure, i giudici però hanno riconosciuto le loro ragioni cancellando gran parte dei loro debiti per un valore di circa 160mila euro grazie alla procedura di liquidazione del patrimonio cui sono stati ammessi. È la storia di una famiglia residente nella provincia di Udine che, attraverso i legali, ha deciso di ricorrere in Tribunale chiedendo l'applicazioni alla cosiddetta legge "salva-suicidi", il provvedimento che stabilisce per i soggetti non fallibili il principio secondo cui i debiti e i diritti dei creditori non possono impedire a chi li ha contratti senza colpe di condurre una vita dignitosa. Come racconta lo studio legale Pagano & Partners, la parabola discendente della famiglia, composta da una coppia di coniugi cinquantenni con due figli minorenni, era iniziata nel 2009 quando lui, ex rappresentante delle forze dell’ordine, ha perso il lavoro a causa di gravi problemi di salute e ha dovuto arrangiarsi con lavori molto saltuari e una piccola pensioncina di invalidità.

Subito dopo è arrivata la crisi dell'attività della moglie, che gestiva un ristorante. La donna aveva cercato di risollevarsi ma, come se non bastasse, è stata vittima di una truffa che infine l'ha costretta a cedere a un prezzo irrisorio il locale. La coppia così si è ritrovata su lastrico e, dopo aver perso anche la casa, era costretta a vivere in affitto e  a mantenere anche i due figli con la sola pensione di lui. Una situazione che non avrebbe mai permesso loro di pagare i debiti per 176mila euro accumulati nel tempo. Per questo il giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, riconoscendo il sovraindebitamento in forma incolpevole e l'impossibilitò di ripagare la somma se non aggravando la situazione della famiglia, ha stabilito che "dovranno pagare solo 72 rate mensili da 200 euro (14.400 euro in tutto) e tra sei anni, dopo aver venduto anche l'auto del valore di 5.500 euro con cui oggi si spostano, saranno completamente liberi dai debiti".

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