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8 Maggio 2014
09:58

Expo 2015, nuova Tangentopoli: arrestati manager, politici e costruttori

Il blitz delle Fiamme Gialle ha portato agli arresti il general manager di Expo, Angelo Paris, insieme ad altre persone tra cui l’ex senatore Luigi Grillo.
A cura di A. P.
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Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che si è abbattuto questa mattina su Expo 2015. Il direttore Pianificazione e Acquisti di Expo 2015 spa e general manager del grande progetto milanese, Angelo Paris, è stato arrestato assieme ad altre sei persone nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano su alcuni episodi di turbativa d’asta e corruzione legati alla grande esposizione dell'anno prossimo. Per ordine del giudice delle indagini preliminari Fabio Antezza, nell'inchiesta su Expo 2015 oltre a Paris sono stati arrestati anche l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, ritenuto intermediario in presunte irregolarità sugli appalti, e due protagonisti della prima stagione di Mani Pulite: l’allora segretario amministrativo della dc milanese Gianstefano Frigerio e l’ex funzionario del Pci-Pds Primo Greganti. Altre ordinanze di custodia cautelare sono state emesse anche per Antonio Rognoni, l’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, già agli arresti domiciliari per un’altra inchiesta, e per il costruttore Enrico Maltauro.

L'inchiesta condotta dai pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, ipotizza reati contro la pubblica amministrazione nella gestione degli appalti per Expo 2015 tra cui corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere. Dopo il blitz scattato alle prime luci dell'alba, i militari della Guardia di Finanza di Milano e gli investigatori della Dia stanno eseguendo altre misure cautelari e perquisizioni negli uffici degli arrestati.

Il gruppo criminale, che aveva come capi e ideatori Greganti, Frigerio e Grillo, secondo i pm milanesi da tempo si interessava ad appalti pubblici agganciando i vari pubblici ufficiali delegati ai lavori attraverso appoggi politici e istituzionali avuti in altri contesti. Proprio attraverso questi appoggi il gruppo era arrivato anche ad Expo 2015 avvicinando i manager e riuscendo a corromperli. L'indagine su Expo 2015 infatti è nata come costola della più grande indagine definita "Infinito" nell'ambito degli appalti per la sanità pubblica in Lombardia. L'accelerazioni sulle indagini Expo e l'intervento delle Fiamme Gialle è arrivato proprio perché erano coinvolti manager di alto livello. Angelo Paris, secondo gli investigatori, infatti, "ha manifestato da subito una sorprendente disponibilità nei confronti del sodalizio criminoso", era "totalmente sottomesso ai voleri dell’associazione" e in cambio di favori rivelava in anticipo delle decisioni riguardanti Expo 2015.

"Abbiamo reciso nel più breve tempo possibile i rami malati, proprio per consentire ad Expo di ripartire al più prestò", ha spiegato infatti il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nella conferenza stampa sugli arresti. In totale ci sono stati sette arrestati e oltre una ventina di indagati, ma le indagini sono ancora in corso. Nelle carte dell'inchiesta anche le interfacce politiche di Greganti, Frigerio e Grillo che però non risultano indagati. Il gruppo in effetti aveva un'attività di lobbying molto forte e per questo nelle carte sono finiti anche i nomi di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, che però non risultano indagati. "Frigerio aveva rapporti infinti a tutti i livelli" hanno spiegato i magistrati, sottolineando però che non sempre erano atti illeciti. Per i pm vi era una sorta di "saldatura" tra Greganti e Frigerio "per proteggere le imprese riconducibili a tutti gli schieramenti politici", e in particolare "Greganti copriva e proteggeva le cooperative". Ad ogni modo Expo "può procedere con i lavori e gli appalti" perché gli atti amministrativi non sono stati sequestrati, hanno tenuto a precisare i pm.

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