Eterobasiche: “Femminismo è rivoluzione: abitiamo gli stadi e dialoghiamo con gli uomini”

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Le content creator Eterobasiche, ospiti al festival Rumore 2026, intervistate dalla capo area Roma Natascia Grbic, parlano di femminismo nel panel “Le Streghe son tornate: l’Osservatorio sul Patriarcato di Fanpage.it”.

"Per farci strada come content creator abbiamo deciso di fare gli uomini. Il problema del femminismo è parlarci solo tra donne, invece dobbiamo portarlo fuori dalla bolla: stare negli stadi e negli ambienti abitualmente frequentati dai maschi, dialogare con gli uomini e abbattere le distanze". Sul palco del festival Rumore 2026 di Fanpage.it le Eterobasiche, Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani, hanno parlato, tra le altre cose, di come il femminismo può fare la rivoluzione se esce dalla sua nicchia per espandersi e arrivare a tutti, soprattutto a chi la pensa diversamente, per fare davvero la differenza. Un incontro con la diversità impegnativo ma necessario, per evitare di "parlare solo tra noi". Ospiti del panel della capo Area Roma di Fanpage.it e autrice della newsletter ‘Streghe' Natascia Grbic oltre alle content crator ci sono la band musicale delle Bambole di Pezza e la co-segretaria generale di ActionAid Italia Katia Scannavini.

Le Eterobasiche con i loro contenuti ironici su Instagram e TikTok raccontano con frasi e comportamenti lo stereotipo del maschio: "Abbiamo deciso di fare gli uomini, per farci strada nel mondo dei social network, ci teniamo a specificare che, impersonificando il ‘boro' di turno, parliamo di ogni tipo di uomo, perché è proprio dove meno ce lo aspettiamo che si nascondono in realtà gli ambienti più maschilisti e sessisti, ossia dove sono radicate le gerarchie di potere".

Come reagiscono gli uomini nei commenti sotto ai vostri video?

Nei nostri primi video facevamo dire agli uomini le peggio cose contro le donne: frasi volutamente forti. Nei commenti le persone si stupivano non per le parole gravi, ma del fatto che ruttavamo e dicevamo le parolacce. Ciò ci ha fatto riflettere: facciamo satira su un certo tipo di uomo, appropriandoci di un linguaggio tipicamente maschile. Gli uomini hanno ‘colonizzato' le donne facendo ironia su di noi, ma non sono abituati al contrario. Ci chiedono come facciamo a sapere tutte queste cose di loro: la verità è che dai padri ai fidanzati, li abbiamo osservati e accompagnati in silenzio per tutta la vita. Molti sono ancora convinti che il nostro abbigliamento è pensato in modo tale da farci desiderare da loro.

Frequentate molto lo stadio, è capitato che qualcuno cercasse di farvi sentire fuori posto?

Siamo convinte che il femminismo può fare la rivoluzione solo se si apre al dialogo con la diversità, se esce dalla sua bolla di confronto tra sole donne. Ciò poteva andare bene negli anni '70, ma ora dobbiamo iniziare a parlare di come espandere il messaggio femminista: bisogna abitare gli stadi, Roma ad esempio ha il problema di un immobilismo sociale molto grande. Dobbiamo metterci in dialogo con il maschile e con chi la pensa diversamente da noi: se ci fanno una battuta, parlare e piano piano arrivare al confronto. Quando siamo allo stadio tantissimi giovani ci fanno domande, sono curiosi di conoscere ciò che facciamo e ci chiedono come dobbiamo prendere ciò che diciamo su di loro. Ovvio che abitare la diversità è impegnativo e complicato, ma dobbiamo farlo, è un'occasione per parlare con gli uomini e fare la rivoluzione.

Che significa per voi la parola femminismo?

Significa voglio avere gli stessi diritti di un uomo, ma non essere come lui. Vuol dire stare dentro, abitare, una differenza in modo pieno, essere consapevole di venire da un percorso storico di marginalità, di esperienze fisiche dolorose che non dobbiamo pensare di nascondere per non farci vedere dagli uomini. Non voglio essere percepita come un uomo, perché io, da donna, farò delle esperienze nella vita che un uomo non fara mai o vivrò delle situazioni in un modo che lui non potrà vivere.

Immagino che a tutte voi siano capitati episodi di man explaining…

Certo, capita molto spesso. Uomini che ti spiegano cose in maniera paternalistica, solo perché sei donna e ritengono, senza motivo, che non sei in grado di farle o comunque di farle peggio di loro. Dunque si sentono in dovere di darti dei consigli, non richiesti. I primi sono i padri, quando ad esempio traslochiamo e dobbiamo fare dei lavoretti in casa, che secondo loro richiederebbero la mano di un uomo. Peggio ancora quando ti aiutano a fare qualcosa che effettivamente non sai fare, ma che vorresti imparare per poi farla da sola, come ad esempio mettere l'olio nell'auto. Lo fanno al posto tuo con la scusa di farti un favore, senza però spiegarti come funziona. Così non sei mai autonoma ma sempre dipendente da loro".

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