L'età media dei contagiati si abbassa. E mentre il numero di casi è arrivato a 19 milioni nel mondo, l'Organizzazione mondiale della sanità avverte che il numero di casi è aumentato proprio tra i più giovani. L'allarme dell'Oms è stato rilanciato dal ministro della Salute Speranza, che oggi, in appello rivolto ai giovani, ha sottolineato come l'età media dei nuovi casi positivi sia scesa: "L'età media del contagio è scesa a 40 anni mentre solo due mesi fa era 60-65 anni. È chiaro quindi che i giovani sono un veicolo di contagio potenziale pericolosissimo, e non tanto per se stessi. Il vero rischio è che, tornati a casa dalla movida, possano contagiare i loro genitori o i loro nonni", ha ricordato il ministro, invitando i giovani a mantenere tutte le precauzioni.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha infatti spiegato che i casi di coronavirus nei bambini si sono moltiplicati per sette volte, quelli tra i giovani per sei volte. Diffondendo un nuovo rapporto con dati sulla pandemia, citato da ‘El Mundo', scrive: "Questa tendenza può essere spiegata, tra l'altro, dai seguenti fattori: la diagnosi precoce e il test erano inizialmente focalizzati sull'identificazione di casi con sintomi gravi, che si sono visti più frequentemente tra le persone anziane; la rilevazione di casi più lievi; i test più diffusi; gli epicentri di focolai che si spostano in Paesi con profili di età più giovane; un aumento dei comportamenti a rischio dopo la riduzione delle misure di salute pubblica e sociale".

Secondo questi nuovi dati, i casi di coronavirus nel mondo sono suddivisi nell'1,2% tra neonati e bambini piccoli da 0 a 4 anni; nel 2,5% dei casi nei bambini dai 5 ai 14 anni; nel 9,6% dei casi negli adolescenti e nei giovani adulti dai 15 ai 24 anni; nel 64% dei casi negli adulti dai 25 ai 64 anni; nel 19,4% dei casi negli adulti di età compresa tra 65 e 84 anni; infine nel 3,4% dei casi in persone di età pari o superiore a 85 anni.